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Massa Fiscaglia, individuato il ladro degli ori rubati al museo parrocchiale

Francesco Gazzuola
Massa Fiscaglia, individuato il ladro degli ori rubati al museo parrocchiale

L’uomo risiede in paese ma oggi non si hanno più notizie. Scoperto da un’impronta digitale lasciata sulla teca dove erano custodite le quattro collane

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Massa Fiscaglia Con tanto stupore – e indignazione – si era scoperto il furto, con la stessa sorpresa adesso arriva la notizia che il responsabile ha assunto un’identità. Così Massa Fiscaglia sta vivendo l’annuncio risolutivo sul caso che più di due anni fa aveva scosso la comunità. Parliamo del furto al museo parrocchiale, perpetrato a dicembre 2023 nella località di Fiscaglia: è allora che furono trafugate le collane della Madonna della Corba, in tutto quattro, per un totale di due chili d’oro, «all’incirca 100mila euro» aveva stimato don Pietro Predonzani. Ebbene, il ladro è stato individuato e si tratta di un uomo che risiede proprio a Massa Fiscaglia, ma di cui oggi non si hanno più notizie.

Sono passati oltre due anni da quel giorno in cui era stato scoperto il furto al museo parrocchiale nella canonica della chiesa del paese. Ora si sa che chi è entrato in azione aveva fatto tutto solo: con un chiavistello era riuscito a far scattare il meccanismo della manopola esterna e così aveva aperto la porta. Fatte proprie le collane, sul cui velluto era cucito l’oro delle donazioni dei parrocchiani, si era dileguato. Neanche toccati, invece, lo scettro e le corone utilizzate per le traslazioni, ben più di valore. Nessuno però aveva sentito l’allarme e visto movimenti sospetti, tranne l’occhio delle telecamere: peccato però che, al momento della scoperta del furto, erano passati troppi giorni e i filmati delle videocamere erano stati sovrascritti. «Non è tanto per il valore – disse al tempo don Pietro – e non possiamo definirlo un furto sacrilego, ma è di certo un furto che offende la devozione popolare, perché queste collane sono un simbolo dell’affetto e dell’amore sacro per la nostra Madonna».

Pochi indizi, poche prove da cui partire con le indagini, ma ecco che dopo oltre due anni – quando ormai la ferita dei massesi era stata ricucita in una sorta di rassegnazione – il responsabile è stato individuato. Una rivelazione possibile grazie al lavoro dei carabinieri, che hanno esaminato scrupolosamente il luogo del furto. Passato in esame centimetro dopo centimetro e tutte le superfici, ed ecco la prova: il ladro aveva lasciato la propria impronta digitale su una teca. Da lì è stato possibile risalire all’identità del responsabile, che corrisponde ad un uomo sulla trentina d’anni residente a Massa Fiscaglia e che tuttavia oggi ha fatto perdere le proprie tracce. Della sorte dell’oro, invece, non si sa nulla. Ora la palla passa al tribunale e la convocazione è fissata per gli inizi di maggio.

Intanto la notizia si è sparsa tra la comunità ed è lo stesso don Pietro ad accoglierla lietamente: «Un grazie sentito alle nostre forze dell’ordine che si adoperano per difendere la comunità da gesti che offendono la sensibilità e simboli di notevole sacralità, contributo di gente semplice per riconoscere la regalità della Madonna della Corba, autentica patrona del territorio di Fiscaglia. Ho sentito il vescovo – riferisce il parroco – e anche per lui si tratta di un gesto di rispetto per la pietà popolare e un passo importante per la convivenza civile». Stupita la comunità di Massa Fiscaglia, che vede chiudersi il più grande giallo che ha interessato il paese negli ultimi anni.

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