Da Migliaro a Ferrara, addio al fondatore del Portovino
Si è spento Graziano Vannucci: una vita tra lavoro, famiglia e visione
Migliaro Radici toscane, il profumo della terra nel sangue, un largo cappello sul capo. Graziano Vannucci si è spento a 86 anni dopo una vita tra commercio e ristorazione: è stato il fondatore del Portovino, locale rinomato in provincia di Ferrara.
È stato commerciante di frutta, un uomo del lavoro vero, fatto di alzatacce, sacrifici e mani sporche, ma anche di visione e famiglia. Nel 1972 si trasferì con la moglie e i figli nella provincia di Ferrara, dove aprì un frigo di frutta e continuò l’attività di commerciante girando l’Italia con la stessa passione di sempre. A Migliaro erano in tanti a conoscerlo: un uomo dal carattere deciso, a tratti burbero, tanto che ironicamente veniva soprannominato “l’uomo nero”. Ma dietro quella scorza ruvida si nascondeva una persona profondamente generosa, capace di grandi gesti e di una convivialità rara. Amava stare insieme agli altri. Indimenticabili le cene organizzate nel grande magazzino: lunghe tavolate improvvisate, stese tra casse e scaffali, dove si ritrovavano amici, parenti e dipendenti a mangiare tutti insieme, come una grande famiglia.
Il ristorante
Nel 1989 Graziano acquistò una vecchia stalla affacciata sul Po di Volano. Insieme alla sua famiglia decise di ristrutturarla e di trasformarla in qualcosa di speciale: nacque così Portovino, un’oasi fluviale immersa nella natura, con passeggiate a cavallo e un ristorante che raccontava la sua storia e origini. Grande appassionato di cavalli Camargue, volle che quel luogo parlasse anche di loro, della libertà e della forza che tanto ammirava. Intanto in cucina riviveva la sua Toscana grazie alle ricette della madre Ada, tramandate con amore e rispetto. Fra tutte la ribollita: per chi l’ha assaggiata, la più buona del mondo.
Il Portovino è stato guidato da Graziano per oltre trent’anni, diventando un luogo dell’anima: oggi resta il ricordo di un uomo che ha saputo costruire, condividere e lasciare un segno profondo. L’ultimo abbraccio sarà domani alle 15 nella chiesa parrocchiale di Migliaro. E un giorno “ad ogni modo, ci si rivede… si fa una mangiata tutti insieme”.