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Bar della piscina a Cento: riapertura con i lavoratori fragili

Nicola Vallese
Bar della piscina a Cento: riapertura con i lavoratori fragili

L’impianto ritorna vivo grazie all’impegno della “Zanandrea”

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Cento La città ha risposto con entusiasmo alla presentazione del nuovo bar della piscina comunale, avviato dalla Fondazione Zanandrea. Non si è trattato ancora di un’inaugurazione ufficiale, prevista tra la fine di aprile e i primi di maggio, bensì di un primo incontro con la cittadinanza per condividere un progetto che unisce inclusione, cultura, socialità e impresa solidale.

La piscina comunale gestita dalla società Nuova Sportiva torna così a essere un punto vivo della comunità grazie anche alla Fondazione, guidata dal presidente Giorgio Bonzagni e dal direttore generale Enrico Taddia con un’idea, nata dagli stessi ospiti e operatori della fondazione, la quale è diventata realtà grazie all’accordo del gestore e il sostegno del Comune. Il messaggio che la cittadinanza ha voluto dare è stato chiaro: il bar che ha aperto al pubblico in forma ridotta, ha accolto numerose persone superando ogni aspettativa: «C’era moltissima gente e siamo rimasti aperti fino alle 22: è stato un segnale bellissimo», racconta il presidente.

Il locale potrà contare su una trentina di posti interni e altrettanti esterni, con i ragazzi pronti a entrare a pieno regime per la stagione estiva. La gestione coinvolge due operatori qualificati e una squadra di dodici ragazze e ragazzi della Fondazione che, a rotazione, si occuperanno del servizio al pubblico.

«L’obiettivo – aggiunge Bonzagni – è dare ai nostri ragazzi l’occasione di lavorare e di stare a contatto con la città. Il lavoro è parte della dignità di una persona e la normalità passa anche da qui».

Per garantire autonomia e inclusione, il bar è stato dotato di strumenti digitali semplificati, come tablet con immagini e comandi intuitivi e macchinetta del caffè con le cialde per facilitare le operazioni quotidiane. Ma l’intento va oltre la gestione di un bar. Nello spazio della piscina si svilupperanno piccole mostre d’arte, una biblioteca con libri e riviste e momenti d’incontro culturale.

«Vogliamo che sia un luogo di comunità, non solo di consumo», chiarisce Bonzagni . La posizione, tra piscina e palasport, consente inoltre di valorizzare altre attività della Fondazione, come il “baskin inclusivo” (e pare sia in arrivo anche una squadra di rugby) disciplina sportiva che unisce atleti con e senza disabilità e che a Cento coinvolge già oltre cinquanta persone in due squadre iscritte al campionato nazionale. Il bar rappresenta anche un passo nel percorso di formazione professionale dei ragazzi, anticipando un progetto più ampio di hospitality e turismo sociale.

La Fondazione, che oggi ospita e segue oltre cento persone e impiega ventiquattro dipendenti, sta infatti studiando la realizzazione di un bed and breakfast inclusivo. «Sarà un luogo in cui i nostri ragazzi potranno imparare a gestire il servizio e, in alcuni casi, anche a vivere in autonomia – spiega Bonzagni –. È un’idea che unisce lavoro, abitare e inclusione».

Pur essendo ancora in fase preliminare, la Fondazione prevede di definire il piano di sviluppo del b&b entro l’anno, individuando l’immobile o l’area da ristrutturare. L’iniziativa, che richiederà due o tre anni di sviluppo, si basa su una stabilità economica finalmente raggiunta dopo anni complessi. l

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