Bondeno, i macchinari del mulino Guerzoni si fermano dopo oltre cent’anni
Stop all’attività di creazione delle farine dopo oltre un secolo. La location era stata scelta anche come set cinematografico per una fiction nel 2022
Bondeno Il mulino “Guerzoni” di Bondeno si prepara a fermare i propri macchinari, definitivamente.
Si conclude, in questo modo, una storia secolare che ha visto nascere e progressivamente chiudere, a Bondeno, questi stabilimenti dedicati alla macina del cereale per la creazione delle farine. Il mulino di via Pironi, in particolare, costituisce l’ultima testimonianza di un mondo agrario che ha attraversato gloriosamente tutto il Novecento per arrivare sino a noi, sfidando innovazioni della tecnica e a ricordarci che, in fondo, le realtà rurali e le necessità di garantire la genuinità dei cibi è un concetto ancora attuale. Come dimostra la scelta di utilizzare grani provenienti dal territorio, i cosiddetti a chilometro zero, per la produzione di farine.
La struttura del mulino ha una datazione collocabile tra il 1920-1930, mentre il resto dell’impianto fu realizzato e ampliato nel corso degli anni Cinquanta, come raccontato da uno dei proprietari, Mario Guerzoni – mentre l’altra proprietaria è la sorella Marta – nell’intervista pubblicata per il ciclo “Belle Storie” del Comune di Bondeno. I suoi laminatoi sono rimasti in funzione dagli anni Quaranta fino in pratica ai giorni nostri, a testimonianza delle capacità tecnologiche dell’epoca. I macchinari sono una preziosa testimonianza di una tecnologia dei primi del Novecento, quando con la trasmissione a cinghia si poteva trasferire l’energia all’intero impianto.
Evoluzione
Il mulino “Guerzoni” di via Pironi ha cambiato, nel corso dei decenni, proprietà e nome. Si ritrovano ancora tracce ad inizio secolo di alcuni documenti riguardanti i dati della macinazione del grano e del “granone” (il granturco).
Durante i momenti di crisi alimentare, nel periodo bellico, era consentita dalle istituzioni la possibilità di poter conservare per le esigenze familiari degli agricoltori alcuni quantitativi di grano o farina. Il nome del mulino, nella prima metà del Novecento, era “Neri” e faceva parte di un complesso sistema di strutture simili, sempre dedicate alla macinazione, che si trovavano disseminate sul territorio.
Esistono, infatti, testimonianze del mulino del Carmine, di quello che si trovava a Salvatonica, piuttosto che a Pilastri. Pare, addirittura, che sotto il caseggiato situato sull’argine del Panaro, nel quartiere San Giovanni, si trovino ancora tracce di vecchi macchinari di un precedente mulino situato in zona.
Curiosità
La location del mulino Neri, denominato in seguito Guerzoni, era stata scelta anche come set cinematografico per una fiction che era stata girata sul territorio ferrarese nel coso del 2022.
Insomma, se si parla di questo mulino si sta trattando un tassello della storia locale che, purtroppo, con la decisione di fermare per sempre i macchinari (per una mancanza di continuità di gestione) rimarrà scolpito soltanto nei ricordi e nelle cartoline d’epoca, come memoria ai posteri di quella che era la grande realtà agroindustriale del territorio matildeo.
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