Falsi vaccini a Ferrara, tocca ai pazienti: tra gli imputati anche un prete
Ad aprile l’udienza preliminare, oltre 120 le persone accusate
Ferrara Ci sono un noto imprenditore dello spettacolo, un altro del mondo delle costruzioni edili. Una donna molto attiva nello sport ferrarese. Un prete. E poi ancora dipendenti comunali, due farmaciste e qualche operatore sanitario.
Sono alcune delle 124 persone che ad aprile dovranno comparire davanti al giudice dell’udienza preliminare, imputate a vario titolo chi di falso, chi di falso e corruzione insieme – e in un caso anche di favoreggiamento – per la vicenda delle false vaccinazioni contro il Covid-19 per l’ottenimento del green pass.
La settimana scorsa è stato notificato alle parti il decreto di fissazione dell’udienza preliminare davanti al giudice Marco Peraro, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Alberto Savino o su eventuali riti alternativi scelti dagli imputati (che, ad esempio, possono scegliere di farsi giudicare con il rito abbreviato, allo stato degli atti e, in caso di condanna, possono ottenere lo sconto di un terzo della pena).
L’udienza è fissata per il 13 aprile. Vista la grande quantità di indagati, è molto probabile che si tratti di un’udienza prettamente organizzativa, nella quale verrà deciso un calendario delle prossime udienze e un ordine di trattamento delle varie posizioni.
Gli imputati sono i pazienti delle dottoresse Marcella Gennari e Chiara Compagno (che lo scorso dicembre ha patteggiato una pena a due anni di reclusione, con la sospensione condizionale, per i reati di truffa, falso, peculato e un episodio di corruzione. Pende un ricorso per Cassazione proposto dal pm, che non aveva dato il consenso al patteggiamento).
Sono accusati in parte di aver “solo” ottenuto il green pass grazie a una falsa vaccinazione, mai effettuata in realtà, in parte di aver fatto questo e di aver pagato le dottoresse, più che altro la Gennari, alla quale sono attribuiti quasi tutti i casi di corruzione.
La lista non è nemmeno esaustiva di tutte le persone che avevano approfittato della disponibilità delle due dottoresse a questo tipo di pratiche: in molti hanno già patteggiato le rispettive pene già in fase d’indagine.
Tra gli imputati, una farmacista è accusata di aver falsamente certificato dieci tamponi come positivi al Covid-19 (che era un altro modo per ottenere la successiva certificazione verde).
Un uomo è invece accusato, oltre che di falso e corruzione, anche di favoreggiamento per aver rivelato alla dottoressa Gennari dell’esistenza di un’indagine della Guardia di finanza a suo carico, cercando così di aiutarla a eludere le investigazioni.
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