Grattacielo di Ferrara, conto alla rovescia per lo sgombero: ordinanza notificata ai residenti
Tanti in fila nella sede di Asp. «Non ci hanno ricevuto, non hanno case»
Ferrara La scena all’interno della Torre A del grattacieli di Ferrara è surreale. Porte chiuse, mobili per le scale, persone che salgono e scendono centinai di gradini portando nelle sporte tutto quello che possono. C’è anche profumo di roba che cuoce, televisioni che vanno ad alto volume e panni stesi. Ieri mattina l’ansia dei residenti ha toccato picchi molto alti, quando alle porte hanno bussato i messi comunali e gli agenti della Polizia locale per notificare l’ordinanza di sgombero di cui ormai si conosce ogni virgola. Ma ancora i tempi restano incerti.
Dal Comitato Grattacielo parlano di domani: «Dalle 7 arriveranno le forze dell’ordine e manderanno via tutti. Metteranno delle transenne e dopo nessuno potrà più entrare». In realtà c’è molta confusione. «Non è ben chiaro se le case si debbano liberare subito o se c’è tempo quindici giorni dalla notifica dell’ordinanza».
All’Asp In contemporanea una ventina di residenti nel grattacielo si sono trovati davanti alla sede di Asp, in via Ripagrande, per ricevere informazioni su eventuali disponibilità abitative dal direttore Stefano Triches. Perché di case non ne hanno trovate «e due settimane sono poche». «Tutti i presenti sono andati dal Sui nei giorni scorsi – afferma Luca Greco, segretario generale Filt Cgil –, seguendo il percorso stabilito dall’assessora Coletti. Ad oggi non hanno una casa in cui andare». La mattinata si è però conclusa amaramente per queste persone: «Non ci hanno ricevuto – aggiorna Greco –. Dopo quattro ore in cui siamo rimasti lì davanti, nessuno di Asp ci ha ricevuto. Questo non va bene: quelle famiglie hanno il diritto di ricevere una risposta da parte di un servizio pubblico. Non necessariamente la risposta deve essere positiva; in questo caso basta che arrivi una comunicazione netta e formale. L’unico contatto è avvenuto con il responsabile del personale di Asp che ha detto “non ci sono più case”: ma noi chiediamo che tale posizione venga scritta. Formalizzare il fatto che Asp non abbia appartamenti vorrebbe dire che non è vero che siamo in una situazione ordinaria, come invece sostiene il Comune: se fossimo nell’ordinario, una risposta arriverebbe. O siamo in emergenza, e allora bisogna dirlo molto tranquillamente, e non sarebbe di certo colpa di Asp; oppure, se non lo siamo, ci vuole una risposta». Sempre in mattinata sono state chiamate Digos e Polizia locale perché qualcuno ha voluto evidentemente far passare la presenza del gruppo come “manifestazione non autorizzata”.
«Noi non stiamo facendo niente di male – ribadisce Greco –. Abbiamo bisogno che Asp faccia ciò per cui è nata: dare risposte (anche negative) alle persone che ne hanno bisogno». E oggi, alle 9.30, altro appuntamento sempre davanti all’Asp.
Presidio Ieri alle 18 il presidio sotto alle torri: «Il Comune si assuma le sue responsabilità. Trovi per queste persone un alloggio nel rispetto della loro dignità, eviti loro ulteriori traumi e garantisca sostegno e tutela. Senza casa non c’è futuro, senza solidarietà non c’è città».
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