Ferrara, al via gli sgomberi forzati al Grattacielo
Da questa mattina bisogna lasciare gli appartamenti. Anche ieri proprietari in coda agli uffici Asp: «Cerchiamo risposte»
Ferrara Scatta alle 7 di questa mattina l’operazione della Polizia Locale, supportata anche da altre forze dell’ordine, per lo sgombero forzato dei primi residenti nelle torri A e C del grattacielo.
Le prime famiglie alle quali è stata notificato il provvedimento dovranno lasciare i loro appartamenti e negli ultimi giorni i proprietari degli immobili si sono mossi nelle maniere più disparate. C’è chi ha la fortuna di poter essere ospitato da amici o familiari, e si è affannato ad impacchettare i propri averi per poter affrontare l’imminente trasloco.
C’è chi, soprattutto residenti stranieri, hanno cercato di capire come muoversi tra i vari uffici comunali aiutati dall’incessante assistenza di volontari ed associazioni.
Resta poi da vedere se oggi qualcuno è rimasto ancora fermo sperando in una retromarcia da parte dell’amministrazione comunale che non arriverà. Di certo l’atmosfera all’ombra del grattacielo è cupa, con tanti appartamenti che sono già stati svuotati ma altri ancora nei quali regna la più totale incertezza. Proprio per cercare risposte, nella mattinata di ieri è proseguito il presidio di svariati proprietari di appartamenti negli uffici Asp di via Ripagrande.
Martedì le cose non sono andate bene con una lunga attesa che si è tramutata in un nulla di fatto. Fuori dai portoni, loro ed il sindacalista Luca Greco, presenza costante in aiuto agli stranieri, hanno atteso a lungo risposte su quello che sarà il loro prossimo futuro.
Lo stesso Greco ha provato senza fortuna a farsi ricevere dai dirigenti di Asp ma il lavoro di associazioni e sindacati proseguirà anche nelle primissime ore di una giornata come quella di oggi che si preannuncia complicata da molti punti di vista.
I problemi sono ormai noti: in città non ci sono persone disposte ad affittare appartamenti agli sfollati ed i servizi comunali hanno priorità ben definite prima di prendere in carico le persone che non sono considerate “fragili”.
«Mi sto prendendo diversi giorni di ferie per venire qui a cercare una risposta – racconta Solomon Aboubakar che attende davanti agli uffici Asp – ma ancora non ne abbiamo avute. Dove andremo? A dormire in un parco? Non sappiamo cosa fare».
Altri volti e altre storie, diverse ma allo stesso tempo così simili sono quelli di Daniel Esekhaigbe e George Shahzad, tutti proprietari di appartamento in grattacielo e lavoratori che non avranno un posto dove stare, possibilmente, assieme alle proprie famiglie.
Si assiste anche a scene quasi surreali ma che le procedure impongono, con gli uffici Asp che contattano telefonicamente persone a pochi metri dagli uffici.
«Abito a Ferrara da 45 anni – racconta infine Imad Kablan – ed abitiamo dal 1992 al grattacielo. Sia io che mia moglie viviamo con il reddito di inclusione. Cosa faremo? Non ho nemmeno preparato i bagagli, non riesco proprio a pensare...».
Alla fine della mattinata di ieri alcuni se ne sono poi andati sconfitti mentre altri alla fine sono riusciti ad ottenere un appuntamento o addirittura una sistemazione temporanea da Asp.
Il sistema per quanto farraginoso riesce quantomeno a muoversi soprattutto nei confronti di coloro che sono riusciti a svolgere correttamente i vari passaggi da ufficio a ufficio. Da oggi però comincia tutta un’altra partita.
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