La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Ferrara, al via gli sgomberi forzati al Grattacielo

Andrea Mainardi
Ferrara, al via gli sgomberi forzati al Grattacielo

Da questa mattina bisogna lasciare gli appartamenti. Anche ieri proprietari in coda agli uffici Asp: «Cerchiamo risposte»

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Scatta alle 7 di questa mattina l’operazione della Polizia Locale, supportata anche da altre forze dell’ordine, per lo sgombero forzato dei primi residenti nelle torri A e C del grattacielo.

Le prime famiglie alle quali è stata notificato il provvedimento dovranno lasciare i loro appartamenti e negli ultimi giorni i proprietari degli immobili si sono mossi nelle maniere più disparate. C’è chi ha la fortuna di poter essere ospitato da amici o familiari, e si è affannato ad impacchettare i propri averi per poter affrontare l’imminente trasloco.

C’è chi, soprattutto residenti stranieri, hanno cercato di capire come muoversi tra i vari uffici comunali aiutati dall’incessante assistenza di volontari ed associazioni.

Resta poi da vedere se oggi qualcuno è rimasto ancora fermo sperando in una retromarcia da parte dell’amministrazione comunale che non arriverà. Di certo l’atmosfera all’ombra del grattacielo è cupa, con tanti appartamenti che sono già stati svuotati ma altri ancora nei quali regna la più totale incertezza. Proprio per cercare risposte, nella mattinata di ieri è proseguito il presidio di svariati proprietari di appartamenti negli uffici Asp di via Ripagrande.

Martedì le cose non sono andate bene con una lunga attesa che si è tramutata in un nulla di fatto. Fuori dai portoni, loro ed il sindacalista Luca Greco, presenza costante in aiuto agli stranieri, hanno atteso a lungo risposte su quello che sarà il loro prossimo futuro.

Lo stesso Greco ha provato senza fortuna a farsi ricevere dai dirigenti di Asp ma il lavoro di associazioni e sindacati proseguirà anche nelle primissime ore di una giornata come quella di oggi che si preannuncia complicata da molti punti di vista.

I problemi sono ormai noti: in città non ci sono persone disposte ad affittare appartamenti agli sfollati ed i servizi comunali hanno priorità ben definite prima di prendere in carico le persone che non sono considerate “fragili”.

«Mi sto prendendo diversi giorni di ferie per venire qui a cercare una risposta – racconta Solomon Aboubakar che attende davanti agli uffici Asp – ma ancora non ne abbiamo avute. Dove andremo? A dormire in un parco? Non sappiamo cosa fare».

Altri volti e altre storie, diverse ma allo stesso tempo così simili sono quelli di Daniel Esekhaigbe e George Shahzad, tutti proprietari di appartamento in grattacielo e lavoratori che non avranno un posto dove stare, possibilmente, assieme alle proprie famiglie.

Si assiste anche a scene quasi surreali ma che le procedure impongono, con gli uffici Asp che contattano telefonicamente persone a pochi metri dagli uffici.

«Abito a Ferrara da 45 anni – racconta infine Imad Kablan – ed abitiamo dal 1992 al grattacielo. Sia io che mia moglie viviamo con il reddito di inclusione. Cosa faremo? Non ho nemmeno preparato i bagagli, non riesco proprio a pensare...».

Alla fine della mattinata di ieri alcuni se ne sono poi andati sconfitti mentre altri alla fine sono riusciti ad ottenere un appuntamento o addirittura una sistemazione temporanea da Asp.

Il sistema per quanto farraginoso riesce quantomeno a muoversi soprattutto nei confronti di coloro che sono riusciti a svolgere correttamente i vari passaggi da ufficio a ufficio. Da oggi però comincia tutta un’altra partita.


© RIPRODUZIONE RISERVATA