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L’operazione

Spediva materiale esplosivo, un comacchiese nei guai

Spediva materiale esplosivo, un comacchiese nei guai

Perquisito nell’ambito di una maxi indagine dei carabinieri

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Ferrara C’è anche un uomo di 33 anni, residente in provincia di Ferrara – a Comacchio – tra le persone coinvolte in una maxi indagine condotta dai carabinieri di Penne, in provincia di Pescara, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia de L’Aquila, per un traffico d’armi, materiale esplodente e droga.

Dodici le persone arrestate in tutto, ventiquattro le perquisizioni in molte province d’Italia. Tra queste ultime c’è quella relativa al 33enne comacchiese, indagato per detenzione e traffico di materiale esplodente, in particolare per aver spedito fuochi d’artificio come se fossero normali pacchi postali, senza alcun avviso e senza le necessarie segnalazioni. L’uomo risulta avere precedenti di polizia legati alla fabbricazione di fuochi d’artificio “artigianali”.

L’operazione dei carabinieri, denominata “Last delivery”, ha riguardato in particolare sette soggetti, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Nei loro confronti sono state applicate cinque misure di custodia cautelare in carcere e due misure degli arresti domiciliari. Contestualmente sono stati eseguiti ventiquattro decreti di perquisizione domiciliare nei confronti di altrettanti indagati dislocati sull’intero territorio nazionale. Le attività sono state demandate ed eseguite dai comandi dell’Arma dei Carabinieri territorialmente competenti, che hanno operato in maniera coordinata e hanno portato alla scoperta e al sequestro di una grande quantità di esplosivi e ordigni di varia fattura, nonché di sostanza stupefacente.

Secondo gli investigatori, l’organizzazione era attiva già dal 2021 e dedita, in via principale, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish. Il gruppo operava stabilmente nei comuni di Montesilvano e Penne, con un sistema di distribuzione esteso all’intera area vestina. Al vertice del sodalizio vi era un soggetto residente a Montesilvano che, attraverso gli altri affiliati, assicurava un costante approvvigionamento di stupefacente. Gestiva anche lo spaccio nel carcere di Pescara, nonché la compravendita e la spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente, che circolava tramite i normali corrieri, ignari di ciò che stavano trasportando e del conseguente pericolo. 

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