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Il caso

Tenta una rapina alle Poste di Bondeno, il processo si chiude con una buona azione

Daniele Oppo
Tenta una rapina alle Poste di Bondeno, il processo si chiude con una buona azione

Finisce così il processo a carico di un 55enne. Venne arrestato prima dell’assalto con parrucca, passamontagna e cutter

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Bondeno Una piccola storia di riscatto, o quanto meno di sincero ravvedimento, con tanto di beneficenza non scontata.

È la storia dell’uomo che il 12 luglio del 2025 era stato arrestato in flagranza dai carabinieri per una tentata rapina all’ufficio postale di Bondeno. Nei giorni scorsi ha patteggiato una pena a un anno, un mese e dieci giorni di reclusione. La pena è stata poi convertita in lavori di pubblica utilità, che svolgerà in un comune della Sicilia, da dove proviene e dove ora è tornato risiedere.

Prima, però, ha già dato prova di voler rimediare a quel che ha fatto, dando anche un significato sociale al suo pentimento, devolvendo la somma di 500 euro alla delegazione ferrarese dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), la più grossa realtà associativa che in Italia si occupa della ricerca sulla sclerosi multipla e di dare supporto a pazienti e famiglie.

Un gesto di beneficenza deciso dopo aver anche tentato di risarcire il danno a Poste Italiane, oggetto della tentata rapina, che di fatto però non aveva subìto alcun danno e non ha richiesto nulla né ha risposto alle sollecitazioni tal senso. E alla fine, qualcosa di buono da una vicenda non proprio edificante è arrivato.

«Siamo contenti – spiega l’avvocata Roberta Larocca, che difende l’imputato –, siamo partiti da un imputazione molto pesante, nella quale veniva contestata anche una recidiva reiterata. Abbiamo trovato un accordo con la Procura e credo sia stato un ottimo risultato, lui è fortemente pentito».

L’uomo, 55 anni, era stato fermato dai carabinieri prima che provasse effettivamente anche solo a entrare nell’ufficio postale, quando ancora si trovava a 100 metri di distanza. Si era preparato: parrucca con capelli castani, un passamontagna, un cappellino per mascherarsi, guanti in lattice per non lasciare impronte, e un cutter in tasca che – va sottolineato – non ha mai tirato fuori e anche per questo non gli è stata contestata la relativa aggravante.

Aveva iniziato ad attirare l’attenzione, anche perché la sua auto creava intralcio alla circolazione ed era stata oggetto di qualche segnalazione. Giunti sul posto, i militari lo avevano visto mentre si preparava all’azione. Lo avevano aspettato nei paraggi delle Poste e lui, una volta accortosi di essere braccato, aveva provato la fuga a piedi, ma era stato raggiunto e arrestato.

Con il patteggiamento è stata revocata anche la misura cautelare che gli aveva imposto il giudice per le indagini preliminari, ossia l’obbligo di dimora a Bondeno – dove lavorava e aveva una relazione sentimentale – con permanenza in casa dalle 22 alle 6. Ora è completamente libero. 


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