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Ferrara, volontario smarrisce le fedi: ritrovate da una bambina

Stefania Andreotti
Ferrara, volontario smarrisce le fedi: ritrovate da una bambina

Anelli perduti al centro sociale Barco e recuperati grazie ad Amina. Festa per il lieto fine, la piccola ringraziata con un astuccio per la scuola in dono

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Ferrara Per Amina è stato un gesto naturale trovare una fede per terra, al termine del doposcuola al centro sociale Il Barco, e consegnarla alla propria insegnante, Silvia Dambrosio, coordinatrice del Volontariato accogliente di prossimità del Csv Terre Estensi. Incuriosita, la volontaria ha fatto un’ulteriore ricerca, rinvenendo nello stesso posto anche una seconda fede. A quel punto bisognava assolutamente risalire al proprietario, che probabilmente si stava preoccupando per lo smarrimento.

Dopo alcuni giorni di passaparola, finalmente si è risaliti a chi aveva perduto gli anelli: Gabriele Fagnani, 86 anni, anche lui volontario al centro sociale da una vita, prima come cassiere, poi come amministratore e consigliere.

«Una sorpresa davvero inaspettata – ha commentato con emozione e sollievo – ormai non ci speravo più. Non sapevo dove potevano essere finite, non mi sono accorto che si fossero sfilate, e una volta a casa mi sono reso conto di non averle più. Ci sono rimasto male perché una è mia e l’altra apparteneva a mia moglie Vilma che è mancata 6 anni fa, le porto entrambe come ricordo. Nel dispiacere, sono anche andato da un orafo per farmele rifare, ma mi ha fatto un preventivo di 500 euro e non potevo permettermelo. Poi è arrivata la notizia inaspettata che erano state ritrovate, grazie a una bambina di dieci anni che ha compiuto un bellissimo gesto di alto senso civico, una lezione di etica e onestà per tutti. Mi ha reso di nuovo felice, e ho voluto incontrarla per ringraziare personalmente lei e la sua famiglia per averla educata così bene».

E martedì 10 febbraio, al termine del doposcuola che coinvolge una ventina di bimbi delle primarie Villaggio Ina di Barco, si è svolta una piccola cerimonia durante la quale Gabriele e Silvia hanno ricordato il bel gesto della bimba e le hanno donato un astuccio per la scuola e una medaglietta con la scritta “Grazie”.

Un momento di attenzione che Amina, nata a Ferrara da una famiglia pachistana, ha accolto con timidezza, per lei è stato un gesto semplice, niente di straordinario. «Io sono in quinta e vengo qui tutti i martedì e giovedì per fare i compiti assieme. Quel pomeriggio stavo sistemando lo zaino, ho visto l’anello per terra e l’ho subito portato a Silvia, che poi ha trovato anche l’altro. Sono contenta che li abbiano restituiti, perché ho capito che avevano un grande valore». E dopo gli applausi ricevuti, si rifugia tra le braccia di mamma Zahira che sorride commossa e si dice orgogliosa e fiera di sua figlia.

«Un tempo in questo centro l’attività prevalente era quella ricreativa – racconta Gabriele – si veniva qui per ballare, fare feste, giocare a tombola, ora le cose sono cambiate, assieme alla nostra comunità e ai suoi bisogni. Offriamo più servizi sociali come il doposcuola in collaborazione con il Csv, ma anche yoga, pittura, scacchi e pranzi, cercando di stare vicino a tutti gli abitanti».

Non è un caso che in un contesto inclusivo si sia verificata una storia così edificante, che avvicina generazioni, culture e soprattutto valori comuni, che non hanno confini.

«È una vicenda che, nella sua semplicità, ci parla di educazione, fiducia e senso della comunità – commenta Dambrosio – principi importanti che trovano spazio n elle attività promosse dal volontariato accogliente, rete presente a Ferrara, Argenta, Consandolo e Portomaggiore, che lavora per sostenere famiglie e bimbi in situazioni di fragilità e per favorire relazioni di prossimità sul territorio. Al Barco l’aiuto compiti è diventato nel tempo un punto di riferimento per molte famiglie che faticano a seguire i figli nelle attività scolastiche, ma anche uno spazio di comunità che incrocia volontariato e scuola. Un supporto concreto, ma anche un’occasione di incontro e socialità: un luogo dove lo studio si intreccia con l’amicizia e l’integrazione. Il servizio è gratuito e si basa sull’impegno di volontarie e volontari provenienti sia dal mondo associativo sia tra i cittadini, di ogni età. L’obiettivo non è soltanto aiutare nei compiti, ma sostenere l’apprendimento dell’italiano per i minori di origine straniera e contribuire a contrastare dispersione scolastica e disagio minorile, creando un ambiente positivo e accogliente».

Avviato nel 2011, oggi il Volontariato Accogliente, coordinato dal Csv Terre Estensi, è un progetto di comunità attento ai bisogni sociali del territorio, una rete che mette in campo attività di accompagnamento e supporto a nuclei familiari fragili, tra cui vari punti di aiuto compiti, esperienze che ogni anno coinvolgono circa 200 bambini e adolescenti e oltre un centinaio di volontari.

«Numeri che raccontano un lavoro quotidiano – prosegue Silvia – fatto di tempo donato, ascolto e presenza, ma anche una capacità di fare rete tra realtà diverse: centri sociali, scuole primarie, associazioni e cittadini, con Csv Terre Estensi che accompagna e sostiene i volontari con percorsi di formazione e affiancamento. E in questo contesto, il gesto della bambina che ha restituito le due fedi nuziali diventa più di un episodio: un piccolo esempio che illumina il valore educativo di questi luoghi, dove si impara non solo la grammatica o la matematica, ma anche il rispetto, la responsabilità e il senso di appartenenza a una comunità».

La rete del volontariato accogliente è aperta a nuovi volontari. Info e candidature: segreteria.fe@csvterrestensi.it.

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