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Il cordoglio

Trovato senza vita a 25 anni, comunità in lutto per Patrick Modonesi

Katia Romagnoli
Trovato senza vita a 25 anni, comunità in lutto per Patrick Modonesi

Ariano Polesine, Codigoro e Ostellato ne piangono l’improvvisa scomparsa

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Codigoro e Ostellato Tre comunità, Ariano Polesine, Codigoro e Ostellato, piangono l'improvvisa scomparsa, a soli 25 anni, di Patrick Modonesi. Amici sconvolti per il tragico ritrovamento, avvenuto nella serata di domenica scorsa, del corpo senza vita di Patrick Modonesi, nei pressi della vecchia stazione ferroviaria del paese. La notizia si è diffusa rapidamente, oltre i confini territoriali, lasciando attoniti amici e conoscenti tra il Polesine e il Basso Ferrarese, dove il giovane era molto conosciuto e stimato.

Sul corpo del ragazzo la Procura della Repubblica di Rovigo ha disposto accertamenti autoptici, per fare piena luce sull’accaduto. Gli esami sono stati eseguiti nella giornata di ieri. Al momento non è ancora stata fissata la data dei funerali, ma in tanti, fra Ostellato e Codigoro, si stanno stringendo attorno alla famiglia, colpita da un dolore improvviso e lacerante. Patrick lavorava come elettricista per l’impresa Siet Service di Gualdo, in provincia di Ferrara, specializzata nell’installazione di pannelli fotovoltaici. Accanto a lui, ogni giorno, c’era il padre Airis, con cui condivideva intere giornate di lavoro e al quale era profondamente legato. Figlio unico, il 25enne lascia la mamma Arianna e il papà Airis, oggi circondati dall’affetto di tantissimi amici e parenti. Il 25enne frequentava da sempre amici e locali del Basso Ferrarese, in particolare a Codigoro, dove era presenza abituale nelle serate con la sua compagnia, tra il bar Portobello, il Circus Pub e la discoteca Caprice.

A ricordarlo è l’amico di sempre Manuel Bulgarelli, conosciuto tra i banchi delle scuole elementari. Un’amicizia nata da bambini, quando Manuel viveva ad Ariano Ferrarese e Patrick ad Ariano Polesine. «La scomparsa di Patrick ci ha lasciati di stucco, così di punto in bianco – racconta Manuel, coetaneo e amico fraterno –. Era un ragazzo riservato. Da piccoli, dopo la scuola, andavamo a pescare nel Canal Bianco. Sono ricordi che non passano». Con il passare degli anni le loro strade non si erano mai separate. «Frequentavamo le stesse compagnie – prosegue Manuel – e trascorrevamo le serate tra una partita a bowling, le freccette al bar o un film nella multisala di Comacchio». Tra le passioni condivise, anche quella per il pattinaggio sul ghiaccio. «Gliela avevo trasmessa io – ricorda ancora Manuel – e siamo andati ovunque a pattinare: in zona, a Padova e perfino all’estero. Ci divertivamo come bambini».

Parole semplici, che restituiscono l’immagine di un ragazzo dal cuore d’oro, di straordinaria sensibilità. Gli amici stanno già pensando, per il funerale che sarà celebrato ad Ariano Polesine, ad un ultimo saluto che possa raccontare chi era Patrick. La sua è una giovane vita spezzata troppo presto, che lascia un vuoto profondo. In attesa degli esiti degli accertamenti e la data dell’ultimo saluto, resta il ricordo di un ragazzo che aveva progetti e un futuro da scrivere. 

Katia Romagnoli

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