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Prestiti, un privilegio per pochi: nel Ferrarese penalizzate le piccole attività

Andrea Mainardi
Prestiti, un privilegio per pochi: nel Ferrarese penalizzate le piccole attività

In provincia durante il 2025 le banche hanno erogato il 3,9% in meno

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Ferrara Le banche stanno riaprendo i cordoni della borsa? Si, ma solo per pochi. È questo il quadro dell’ultimo anno bancario che emerge dall’analisi della Cgia di Mestre.

Guardando il bicchiere mezzo pieno, a novembre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024 le erogazioni del sistema bancario all’intera platea di imprese è aumentato di 5 miliardi di euro i quali corrispondono ad un +0,8%. Da questa tendenza positiva restano escluse però le piccole realtà produttive, con meno di venti addetti, le quali però costituiscono il 98% del tessuto imprenditoriale italiano.

Parliamo di artigiani, negozianti, esercenti e titolari di partite Iva i quali danno lavoro al 52% degli italiani. I finanziamenti si concentrano quindi su grandi gruppi industriali e questo avviene sostanzialmente per due motivazioni. Innanzitutto il rischio: la volatilità dei ricavi è maggiore nelle piccole imprese le quali sono maggiormente dipendenti dall’andamento del ciclo economico. La seconda riguarda le regole prudenziali: le banche devono conservare più capitale tanto più sono considerati rischiosi i prestiti erogati come quelli alle micro e piccole attività.

Allo stesso tempo i costi fissi che la banca deve affrontare per la concessione del credito non differiscono molto da piccola a grande impresa per cui, dal punto di vista degli istituti di credito, queste operazioni sono meno redditizie.

Considerando le tendenze generali, non stupisce allora che anche il 2025 sia stato un anno con il segno “meno” per l’imprenditoria ferrarese. Questi i numeri generali: il credito “vivo” alle aziende per quanto riguarda l’anno appena concluso ammonta a 2 miliardi e 178 milioni di euro, in contrazione del 3,9% rispetto ai 2 miliari e 276 milioni erogati nel 2024. A livello percentuale questo rappresenta il dato peggiore tra tutti i capoluoghi di regione dell’Emilia-Romagna.

Calano i prestiti anche nelle province di Bologna e Ravenna rispettivamente del 2,7 e 2,1% mentre la situazione resta sostanzialmente invariata (ma leggermente negativa) a Parma, Reggio Emilia, Rimini e Forlì-Cesena. C’è invece chi d’altro lato vede i prestiti alle imprese aumentare. Si tratta di Piacenza (+ 118 milioni e +3,6%) e la sempre florida Modena (468 milioni e 4,1%).

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