Teo e Dany, un amore tra i fornelli ad Argenta: ecco la pizza alle fragole
Lui agricoltore, lei metalmeccanica: oggi gestiscono un locale tutto loro. Intanto al Challenge al Sigep World di Riminisi aggiudicano il prestigioso premio
Argenta Matteo Miozzi, comacchiese, Daniela Cervellati, argentana. Marito e moglie. Con una grande passione in comune: la cucina. In particolare la pizza, visto che – lui ex agricoltore, lei ex metalmeccanica – hanno abbandonato i precedenti mestieri per aprire “l’Angolo della Pizza da Teo & Dany” ad Argenta (via Circonvallazione). Fanno pizze classiche, usano farine di altissima qualità e purezza, come la Petra del Molino Quaglia, che viene da Vighizzolo d’Este, nel Padovano. Questo tanto per presentare la coppia.
Il premio
Ma va detto subito che nei giorni scorsi Matteo e Daniela hanno anche vinto un premio (il primo premio) molto importante nel settore, il Pizza Challenge targato Petra Hub, la piattaforma messa a punto da Petra Molino Quaglia (vedi sopra) e dedicata ai professionisti degli impasti. D’altronde, la cucina è di per sé un atto d’amore, per la propria famiglia ma anche per se stessi. Un momento in cui emozioni, scienza e gusto coincidono, per dare vita a una ricetta alla portata di tutti. Moderno ma dal cuore semplice, come la “pizza dolce”, quella con le fragole, o quella in cui viene usata la tenerina, il dolce di Ferrara. Matteo e sua moglie hanno tanti sogni ma i piedi ben ancorati a terra. Ogni frase, ogni cosa hanno quasi sempre dietro di sé una storia da raccontare, una bibliografia da ricercare, un’avventura da tramandare. Ciò che conta, per questi due gourmet, è capire come utilizzare al meglio i cibi, meglio ancora se questi fanno bene alla salute.
È lo stesso Matteo a ricordare le proprie origini: «Abbiamo rilevato la pizzeria nel luglio del 2019 provenendo da tutt’altro settore (io agricoltura, mia moglie metalmeccanica) e dopo tutto quello che abbiamo passato (Covid in primis) essere arrivati a disputare una finale di una Challenge all’interno di una cornice come il Sigep è stata un’emozione unica, averla vinta poi, la ciliegina sulla torta». Sfida per stimolare, incentivare e divulgare il lavoro e l’impegno di chi sa mettere (letteralmente) le mani in pasta con responsabilità, consapevolezza e una buona dose di creatività. Ma anche una gara che punta a fondere tecnica, estro, materia ed idee, attraverso «un pensiero il più possibile autonomo – dice Matteo – e non è un caso che le pizze presentate in questa gara dovevano rigorosamente presentare determinati requisiti, tra i primi quello di utilizzare nella ricetta almeno un ingrediente del territorio di appartenenza». Quello che in conclusione risulta è un luogo virtuoso, aperto al dialogo e soprattutto alla capacità di sapersi confrontare con gli altri. Senza spocchia.
«Pizze – dicono ancora marito e moglie – che rappresentano anche il pretesto per un viaggio culturale. Pizze come paesaggi, come carta d’identità di un territorio e delle sue caratteristiche. Il genius loci, lo spirito di un luogo. Anche se a spicchi».
Piatti che sanno di narrazione e che al termine per Matteo hanno significato anche i “like” utili per vincere il riconoscimento. E che hanno, quindi, decretato il vincitore assoluto, Matteo Miozzi, appunto. «Lui ha avuto il coraggio di presentare una pizza dolce, cosa non facile e non certo scontata – ha detto un esperto come Pierangelo Chifari, il capitano dell’insegna palermitana Archestrato di Gela, presente in giuria –. Una pizza-dessert, quella di Matteo Miozzi, in grado di far focus sulla memoria e sull’attualità della terra emiliano-romagnola».
Il finale
«Per realizzarla – conclude proprio Matteo – ho preso spunto dalla torta Tenerina, l’iconica delizia di Ferrara, rendendola spalmabile». E in un colpo solo ha acceso i riflettori sulle pagine di storia così come sulle tradizioni popolari. Anche a questi elementi si deve questo importante successo.
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