Ferrara: con la bimba dormono in auto. I carabinieri trovano un alloggio
Mamma, papà e piccola di 18 mesi avvistati a scaldarsi in via Cassoli. Fabbri replica: «Non è vero»
Ferrara Qualcuno li ha visti, stretti in macchina in via Cassoli. Marito, moglie e una bambina di 18 mesi avvinghiata alla mamma e imbacuccata. È una delle famiglie del grattacielo, che per una serie di burocrazie si è trovata a rischiare di passare la notte senza un tetto sulla testa. È stato un residente in zona che l’ha notati, non è rimasto indifferente ed ha chiamato i carabinieri. «Siamo qui senza niente – spiega Mohamed Ruaul -. Nei giorni scorsi eravamo a Genova ospiti da alcuni parenti, adesso però non sappiamo dove andare e anche per la bimba serve tutto»
Il perché si trovino in questa situazione, è da ricostruire. «Li abbiamo visti in macchina, non riuscivamo a capire – raccontano alcuni residenti -. Dopo un po’ ci siamo avvicinati, avevano abbassato i sedili e c’era la mamma con la piccolina in braccio. Spegnevano e accendevano il motore, per avere un minimo di riscaldamento. Intuendo il disagio, abbiamo chiesto se avessero bisogno di aiuto e l’uomo ci ha un po’ raccontato. La situazione non è molto chiara, così abbiamo chiesto aiuto al 112».
I carabinieri del nucleo Radiomobile sono arrivati dopo poco, avendo come unica priorità la salute della bambina. «Non avevano pannolini, omogenizzati – vanno avanti da via Cassoli -. Hanno finito le scorte, convinti di poter trovare in breve tempo un alloggio ma poi le cose sono andate diversamente». I militari non solo hanno cercato una soluzione, ma l’hanno trovata in brevissimo tempo. La famiglia è stata scortata fino alla foresteria dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara e ci resterà per i prossimi tre giorni, in attesa di capire come muoversi.
«Ci teniamo a ringraziare i carabinieri per quello che hanno fatto, per come si sono mossi – specificano i cittadini presenti -. Si sono presi cura della bambina, l’hanno tenuta in braccio, hanno cercato di farla sorridere. Un atteggiamento davvero non scontato, momento carichi di umanità. Avevano come unico scopo quello di far stare subito meglio la piccolina, e ci sono riusciti. Sapere che potrà passare la notte al caldo, che potrà mangiare e dormire in un letto è per tutti noi un gran sollievo». «Grazie ai carabinieri e chi si è preso cura di noi – la parole di Ruaul -, saremo sempre riconoscenti per tutto questo».
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del sindaco Alan Fabbri inviato dal suo staff
In merito alla notizia pubblicata questa mattina su una famiglia originaria del Bangladesh che sarebbe stata sgomberata dal Grattacielo e costretta a dormire in auto, insieme alla figlia di due anni, l’Amministrazione comunale precisa quanto segue. A seguito delle verifiche effettuate immediatamente dagli uffici competenti, è emerso un quadro nettamente diverso da quello riportato dai media.
Il nucleo familiare in questione si è rivolto per la prima volta allo Sportello Sociale Unico Integrato (SSUI) ieri mattina, dichiarando di avere un minore, di essere proprietario di un appartamento al Grattacielo, di non poter rientrare nella propria abitazione per "lavori lasciati in corso", e di risiedere in un altro immobile, non al Grattacielo, ma sempre a Ferrara.
Avendo un’altra residenza che non rientra tra quelle coinvolte dall’ordinanza di inagibilità del Grattacielo, il servizio ha provveduto a fissare un incontro presso ASP all’indomani (oggi) per chiarire meglio necessità e valutare l’eventuale intervento.
Nella serata, un ferrarese - l’ex candidato sindaco Firrincieli, ex ufficiale dei Carabinieri e tra gli attivisti più attivi in questi giorni di Cittadini del mondo - ha ritrovato la famiglia nell’auto, come riporta anche La Nuova Ferrara, e ha chiamato il 112. Le forze dell’ordine sono subito intervenute per attivare immediatamente, insieme ai servizi sociali del Comune, il Pris pronto – Intervento Sociale, a tutela del minore. La famiglia è stata così subito collocata in una soluzione alloggiativa temporanea.
Ora sono in corso maggiori verifiche. Dagli accertamenti anagrafici e amministrativi risulta tuttavia che il soggetto richiedente (il padre del minore) è sì proprietario dell’immobile al Grattacielo, ma non vi risiede più già da giugno 2025. La famiglia risulta agli atti residente in un altro immobile, sempre nel territorio comunale. Dalle verifiche intercorse è emerso invece che nell’appartamento del Grattacielo, di cui è proprietario, al momento dell’ordinanza vi abitava un altro nucleo familiare.
Si evidenzia, inoltre, che il soggetto, peraltro imprenditore, da proprietario, risulta moroso verso il condominio Grattacielo, con un debito di migliaia di euro.
“Fatte le opportune verifiche, si evince che lo sgombero del Grattacielo non c’entra assolutamente nulla con questa storia, falsamente raccontata. Se fosse stata residente al Grattacielo al momento dell’ordinanza, saremmo intervenuti come per tutte le altre famiglie con minori. Il soggetto risulta inoltre imprenditore di un’attività in San Romano e avrebbe quindi tutte le possibilità di garantire una sistemazione decorosa alla propria famiglia, soprattutto alla bambina di pochi anni, e non certo farla dormire in auto. Per questo ho già segnalato il caso ai servizi sociali, affinché vengano adottate tutte le misure necessarie alla tutela del minore, se necessario, anche con il suo allontanamento”, dichiara il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri.
“Inoltre, come proprietario al Grattacielo, risulta — come altri casi finiti sulle cronache di famiglie che dichiarano di aver sempre pagato tutto — moroso per diverse migliaia di euro. Ed è proprio questa la situazione che ha portato allo sgombero del Grattacielo. La solidarietà una cosa seria. Le messe in scena, costruite a tavolino, no”. Così il primo cittadino di Ferrara Fabbri.
L’Amministrazione ribadisce inoltre che ogni situazione viene verificata puntualmente dagli uffici competenti e che gli interventi di supporto vengono attivati sulla base di dati oggettivi e riscontri formali, nel rispetto delle procedure e delle normative vigenti.