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Il caso

Ferrara: con la bimba dormono in auto. I carabinieri trovano un alloggio

Annarita Bova
Ferrara: con la bimba dormono in auto. I carabinieri trovano un alloggio

Mamma, papà e piccola di 18 mesi avvistati a scaldarsi in via Cassoli. “Abiatavamo al Grattacielo”

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Ferrara Qualcuno li ha visti, stretti in macchina in via Cassoli. Marito, moglie e una bambina di 18 mesi avvinghiata alla mamma e imbacuccata. È una delle famiglie del grattacielo, che per una serie di burocrazie si è trovata a rischiare di passare la notte senza un tetto sulla testa. È stato un residente in zona che l’ha notati, non è rimasto indifferente ed ha chiamato i carabinieri. «Siamo qui senza niente – spiega Mohamed Ruaul -. Nei giorni scorsi eravamo a Genova ospiti da alcuni parenti, adesso però non sappiamo dove andare e anche per la bimba serve tutto»

Il perché si trovino in questa situazione, è da ricostruire. «Li abbiamo visti in macchina, non riuscivamo a capire – raccontano alcuni residenti -. Dopo un po’ ci siamo avvicinati, avevano abbassato i sedili e c’era la mamma con la piccolina in braccio. Spegnevano e accendevano il motore, per avere un minimo di riscaldamento. Intuendo il disagio, abbiamo chiesto se avessero bisogno di aiuto e l’uomo ci ha un po’ raccontato. La situazione non è molto chiara, così abbiamo chiesto aiuto al 112».

I carabinieri del nucleo Radiomobile sono arrivati dopo poco, avendo come unica priorità la salute della bambina. «Non avevano pannolini, omogenizzati – vanno avanti da via Cassoli -. Hanno finito le scorte, convinti di poter trovare in breve tempo un alloggio ma poi le cose sono andate diversamente». I militari non solo hanno cercato una soluzione, ma l’hanno trovata in brevissimo tempo. La famiglia è stata scortata fino alla foresteria dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara e ci resterà per i prossimi tre giorni, in attesa di capire come muoversi.

«Ci teniamo a ringraziare i carabinieri per quello che hanno fatto, per come si sono mossi – specificano i cittadini presenti -. Si sono presi cura della bambina, l’hanno tenuta in braccio, hanno cercato di farla sorridere. Un atteggiamento davvero non scontato, momento carichi di umanità. Avevano come unico scopo quello di far stare subito meglio la piccolina, e ci sono riusciti. Sapere che potrà passare la notte al caldo, che potrà mangiare e dormire in un letto è per tutti noi un gran sollievo». «Grazie ai carabinieri e chi si è preso cura di noi – la parole di Ruaul -, saremo sempre riconoscenti per tutto questo». l