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Il lutto

Bando in lutto per don Giuseppe Negretto: «Uomo dal cuore grande»

Giorgio Carnaroli
Bando in lutto per don Giuseppe Negretto: «Uomo dal cuore grande»

Aveva 86 anni. È stato punto di riferimento di diverse comunità

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Bando È morto don Giuseppe Negretto. «Mio zio è ormai alla fine», la confidenza che il nipote Matteo ci ha fatto domenica mattina al termine della messa a San Biagio. Ieri, l’anziano sacerdote, 86 anni compiuti l’8 gennaio, è deceduto mentre si trovava ricoverato all’ospedale di Argenta. Apparteneva ad una famiglia numerosa (Aurelia, Anna, Angelina, Angelino, suor Maria, Giovanni, Teresa, Antonio e Adele, quest’ultimi due in vita) . Divenuto sacerdote ha fatto vita comunitaria a Piangipane, poi per 7 anni nella parrocchia di Sant’Alberto sempre nel ravennate quindi, per 15 anni arciprete a Portomaggiore. Negli ultimi tempi, a Bando, Portoverrara e Filo rimanendo rettore al Santuario dell’Olmo a Portomaggiore.

«Nel 2015 e dopo 15 anni gli sono subentrato qui a Portomaggiore – precisa don Ugo Berti -, in una parrocchia in salute e ben organizzata. Un personaggio dal cuore grande, che ha lavorato sodo in momenti difficili sostituendo sacerdoti come don Guido Marchetti».

«Ci stringiamo a tutta la comunità parrocchiale nel lutto, ricordando i tanti anni in cui ha servito Portomaggiore - la parole del sindaco Dario Bernardi -. Riposi in pace «Per me e mia moglie – ricorda Stefano Tonegutti – è stato una guida preziosa nel nostro cammino cristiano: le sue riflessioni sulla Parola, profonde ma sempre capaci di arrivare al cuore, ci hanno insegnato a riconoscere la presenza viva del Signore nella quotidianità. Uomo di straordinaria semplicità, amante delle libertà e attento alle nuove famiglie e alle fragilità, è stato per noi un vero Maestro. Ringraziamo Dio per averci donato un tratto di strada insieme a lui». «Ricordo con profonda gratitudine don Giuseppe e la sua dedizione pastorale – aggiunge Alex Baricordi consigliere comunale -. Ho collaborato con lui su tanti progetti: la pastorale giovanile con grest e campi scuola, le iniziative culturali con mostre e incontri, il 350º anniversario della Madonnina dell’Olmo. È stato un grande sostenitore del dialogo tra i cattolici impegnati in politica e teneva molto alla nostra partecipazione a tutti gli incontri: gli sono sinceramente riconoscente». «È stato l’unico religioso che poteva suonare il campanello di casa quando voleva – ricorda Patrizia Calzolari, noto soprano di Bando – perché aveva voglia di serenità. Lo consideravamo uno di famiglia e la sua bontà verso di noi rimarrà indelebile. Una persona molto cara, un dono che non ci lascerà mai finché lo porteremo nel cuore». «Mio zio? Di lui ho un ricordo caro – conclude il nipote Matteo – e mi viene da testimonianze di bandesi e filesi che lo ricordano come un prete di campagna che andava a trovare le famiglie e condivideva con loro la quotidianità». Il funerale di don Giuseppe si terrà giovedì alle 10 alla Collegiata di Portomaggiore e la salma verrà esposta da mercoledì alla chiesetta Dell’Olmo a Porto. 

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