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Ferrara, nuovo esposto sulla vendita di Amsef: «Valutare la turbativa d’asta»

Daniele Oppo
Ferrara, nuovo esposto sulla vendita di Amsef: «Valutare la turbativa d’asta»

Anselmo e Nanni chiedono alla Procura di indagare i legami con Hofi

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Ferrara La partita della vendita Amsef, la società partecipata del Comune che si occupa dei servizi funerari, sale di livello. Dopo i primi esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti regionale e la contemporanea richiesta all’Amministrazione di ritirare le due delibere che hanno dato il via libera alla dismissione della società, i consiglieri comunali di opposizione Fabio Anselmo e Davide Nanni hanno depositato un nuovo esposto – o, meglio, un’integrazione – nel quale chiedono alla Procura estense di vagliare un’ipotesi di reato ben specifica: la turbativa d’asta, nella sua fase preparatoria.

La questione, nella sostanza, riguarda i rapporti che il Comune e Ferrara Tua (la holding comunale che controlla le altre partecipate) hanno avuto con uno dei potenziali futuri acquirenti di Amsef, ovvero la Hofi Spa, holding funeraria italiana, e le dichiarazioni rese a questo giornale dal suo amministratore, Gianni Gibellini, proprio in merito all’operazione di compravendita.

Ad esempio, viene riportato nell’esposto il racconto di un incontro tra Gibellini, Luca Cimarelli (presidente di Ferrara Tua) e alcuni tecnici nonché i riferimenti al prezzo di vendita – 10 milioni di euro – con il commento dello stesso Gibellini: «Se si tiene conto dell’acquisto delle quote, della realizzazione della casa funeraria, dell’ammodernamento dei mezzi e di nuovi servizi quella è la cifra».

La delibera che autorizza la cessione di Amsef prevede che venga effettuata una procedura a evidenza pubblica e che la vendita venga fatta al miglior prezzo.

«Dalla stampa – scrivono Anselmo e Nanni nel nuovo esposto – emerge un contesto di informazioni e rapporti che si ritiene debbano essere sottoposte a vaglio dell’Autorità giudiziaria in ragione del fatto che le modalità della dismissione delle quote in Amsef da parte di Ferrara Tua (società in house del Comune di Ferrara) risultano essere già ben delineate ancor prima che vi sia la pubblicazione del bando di evidenza pubblica. Le circostanze sopra evidenziate (compresi altresì i pregressi rapporti tra il presidente di Ferrara Tua ed il Gruppo Hofi già individuato quale acquirente da parte degli organi di stampa), si ritiene possano rappresentare condotte prodromiche al compimento di atti in grado di turbare la libertà di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione, turbando altresì il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando (allo stato ancora non pubblicato), con conseguente ipotetica configurabilità del reato di cui all’art. 353 bis cp».

Il riferimento è all’articolo del codice penale che punisce il reato di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” che punisce le condotte di turbamento compiute anche nella fase precedente alla gara (o all’asta) vera e propria, identificandole come un reato a sé stante, che si può verificare già nella fase di preparazione del bando.

Anselmo e Nanni, lo ricordiamo, avevano chiesto all’Amministrazione di ritirare le delibere ritenendo che fossero state adottate sulla base di documenti (in particolare indagini di mercato e benchmark) risultati di fatto inesistenti, come da risposta del direttore generale del Comune a una loro richiesta di accesso agli atti. Circostanza posta a fondamento dei precedenti esposti. 

Daniele Oppo

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