Ferrara provincia anziana, ma ci sono poche badanti
Secondo l’osservatorio Domina sono 9,4 ogni 100 ultra ottantenni. È il dato più basso della regione, nella media il numero delle colf
Ferrara Scendono sotto quota 70mila i lavoratori domestici rilevati dall’Inps in Emilia-Romagna. I dati analizzato dall’Osservatorio Domina, risalenti al 2024, tracciano un quadro quasi contraddittorio della situazione. La popolazione invecchia sempre di più ma, dal 2021 al 2024, il numero di questi lavoratori in regione è sceso del 19,1%.
In particolare -32,1% per quanto riguarda le colf ed il 9% di badanti. La rilevazione ovviamente non può tenere conto dei numeri legati al lavoro sommerso, una caratteristica strutturale del comparto che ha un suo peso nella diminuzione dei lavoratori “visibili”.
L’Osservatorio poi fornisce altri numeri: in Emilia-Romagna le badanti sono il 63, 2% e le colf il 36, 8% con una larghissima prevalenza delle donne (92, 7%) sugli uomini.
Di questi lavoratori domestici, il 40,7% è convivente mentre il 59,3% è non convivente. È poi di 8.215mila euro la retribuzione media annua: il 31, 1% riesce ad arrivare oltre ai 12mila euro ma c’è anche quasi un 20% che non supera i 3mila a conferma di un lavoro tanto impegnativo quanto spesso sottopagato.
Il profilo di questi lavoratori è completato dall’età, 53,1 anni di media, e dalla provenienza con il 54,3% che arriva dall’Est Europa ed il 20% che invece è italiano.
Guardando poi alle varie specificità provinciali, a Ferrara lavorano il 6,1% delle colf ed il 6,9% delle badanti in Emilia-Romagna. Per quanto riguarda le colf sono presenti 4,6 lavoratori ogni 1000 abitanti, numeri in linea con gli altri capoluoghi eccezion fatta per Piacenza, Parma, Modena e Bologna che hanno valori superiori.
Guardando invece alle badanti, quelle ferraresi sono il 6,9% del totale regionale ma rappresentano anche il numero più basso rispetto alle altre province se si considerano le lavoratrici ogni 100 anziani che hanno più di 80 anni. Ferrara è l’unica in regione a non arrivare alla “doppia cifra” con 9, 4.
Se si riduce la platea di lavoratori è perché c’è meno richiesta di servizi, al netto di un eventuale aumento del lavoro non in regola, da parte dei residenti emiliano romagnoli.
Nel triennio 2021 – 2024 i datori di lavoro domestico quindi le famiglie che utilizzano il Ccnl apposito sono calate del 18,1% per una spesa che nel 2024 si è attestata sui 733 milioni. Questi hanno portato un contributo al Pil dello 0, 8% (1,4 miliardi di euro). Sempre secondo i dati Inps, la spesa media familiare è di 10.236 euro per l’assistenza a persone con un’età media di 71,5 anni. Di questi, il 9,5% è considerato un “grande invalido”.
Infine non si può ignorare il contesto demografico che vedrà gli ultraottantenni aumentare del 58,5% entro il 2050 secondo le proiezioni regionali mentre vi sarà un calo del 2,8% per quanto riguarda la popolazione che va dagli 0 ai 14 anni.
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