Ferrara, licenziata ingiustamente dalla Coop: «Grazie a chi mi ha dato coraggio»
Dopo la decisione favorevole del giudice, parla Floriana Fraboni
Ferrara C’è delusione, il senso di tradimento, un po’ di spirito di rivalsa. Ci sono riconoscenza e senso di responsabilità. Nelle parole di Floriana Fabroni, la ex dipendente della Coop “Doro” di via Modena licenziata dalla cooperativa in modo ingiustificato, come ha sancito il giudice del lavoro nei giorni scorsi, c’è un misto di tante emozioni per una vicenda che rimane dolorosa, nonostante il balsamo dell’aver visto confermate le proprie ragioni.
«Per me è stato un calvario, ho messo l’anima nel mio lavoro, avevo rinunciato al prepensionamento, avevo la 104 e avrei potuto prendere l’aspettativa retribuita ma non l’ho fatto perché andare a lavorare per me era come uscire di casa», spiega riferendosi alla controversia dal quale tutto è nato: il presunto lancio di un pezzo di carne all’indirizzo del suo caporeparto, che lui ha reputato essere un’aggressione e lei ha sempre detto essere stato frutto solo di una reazione di paura perché le era arrivato alle spalle e aveva alzato la voce: «Hanno creduto più a lui che a me. Ci sono rimasta molto male, sono stata lì 25 anni, mai una contestazione, pagelle ottime ed eccellenti, una lettera di richiamo per una cavolata, è stato proprio un gesto d’istinto perché ho passato paura. Trovarsi a 60 anni, a tre anni e mezzo dalla pensione, a dover rimettersi in gioco è dura».
Non è rimasta da sola. Grazie al sindacato, agli amici, al marito. «Per fortuna ho avuto vicino amici che mi hanno dato forza e il coraggio di andare avanti. Poi il sindacato, l’avvocata (Stefania Guglielmi, ndr), mio marito che ha raccolto 1400 firme con i nostri amici. Poi tutti i ragazzi dello sport. Gli striscioni mi hanno dato tanta forza. Però fine alla fine ho sofferto veramente tanto. Voglio ringraziare anche la maggior parte dei miei ex colleghi, una di loro, che è anche un’ amica, mi veniva a prendere e mi aiutava a portare le domande per lavorare. Voglio ringraziare anche la ditta Gavazza ed Md (supermercato dove oggi lavora, ndr) che hanno creduto in me». Un’esperienza, per quanto dura, da Davide contro Golia, che però può essere d’esempio: «Voglio dire a tutti i lavoratori di lottare. Voglio essere di esempio a molte altre persone, che spero abbiano il mio stesso coraggio di andare avanti».
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