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Bufera sulla Ginnastica Putinati di Ferrara, insulti e violenze sulle atlete

Redazione cronaca
Bufera sulla Ginnastica Putinati di Ferrara, insulti e violenze sulle atlete

La procura federale accusa l’allenatrice Livia Ghetti anche di offese alle ragazze: “Ciccione”, “balene”. Il presidente patteggia

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Ferrara “Stupide”, “cretine”, “deficienti”, “siete delle merde”, “teste di c…”, “non valete niente” e ancora “balene”, “ciccione”, “maiali”. Sono soltanto alcune delle offese che Livia Ghetti, storica e affermata allenatrice della Ginnastica Estense Putinati, è accusata di aver rivolto ad alcune delle atlete che si allenano ai suoi ordini. La questione è inserita nella sentenza 1/2026, emessa dal tribunale federale con presidente Giuseppe Maria Riccio e componenti Ilaria Pietropaoli e Antonio Cippone. La sentenza riguarda il presidente della Putinati e la società, mentre il giudizio per Ghetti avverrà in un altro contesto.

Al momento – a seguito di patteggiamento – al presidente della società è stata irrorata la sanzione dell’ammenda di 600 euro e due mesi di sospensione mentre per la società Ginnastica Estense Otello Putinati ha ricevuto una ammenda di 1.200 euro “con espresso invito agli incolpati ad astenersi, per l’avvenire, dal commettere altre mancanze disciplinari”. Al presidente viene contestato prevalentemente la mancata diffusione e applicazione del regolamento e le policy di safeguarding, che tutelano l’attività minorile da eventuali abusi.

Ma le sette pagine, che poggiano le basi sull’attività di indagine del procuratore federale Alessandro Benincampi e del procuratore Aggiunto Marco Ferriero, sono una drammatica fotografia di quanto sarebbe avvenuto nella palestra di Pontelagoscuro. Si parla di abuso psicologico, dinamiche manipolative, clima di relazione tossico, abuso fisico e coercizione. Ci sono ragazze che dicono di aver subito violenze con schiaffi, capelli tirati, unghiate. Si crea – secondo l’accusa – “una forma estrema di intimidazione” con l’allenatrice che fa da madre-padrona nelle lunghe sedute di allenamento. A tal riguardo vengono contestati anche gli orari di attività, che vanno oltre i piani concordati con le famiglie e si fa cenno di esercizio di professionalità quando Ghetti fece togliere il busto ad una ragazza praticandole massaggi per la schiena senza alcun piano medico e arrecandole – sostengono i due procuratori – danni o come quando ha continuato a far allenare una ragazza nonostante una crisi epilettica.