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L’incarico

Da Vigarano a Betlemme per il restauro della Grotta della Natività

Da Vigarano a Betlemme per il restauro della Grotta della Natività

Lo studio Abm di Altieri coordina i lavori: «Esperienza umana profonda e orgoglio»

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Vigarano Mainarda Un incarico di prestigio internazionale e, al contempo, un’esperienza personale intensa. Fabio Altieri è tra i professionisti coinvolti nel progetto di restauro della Grotta della Natività a Betlemme, uno dei luoghi simbolo della cristianità e patrimonio di valore universale. Un intervento atteso da oltre sei secoli che interessa il luogo dove la tradizione cristiana colloca la nascita di Gesù e rappresenta un punto di riferimento spirituale per milioni di fedeli nel mondo. I lavori, promossi dal Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e dalla Custodia di Terra Santa, con la collaborazione del Patriarcato armeno apostolico-ortodosso e sotto il patrocinio della Presidenza dello Stato di Palestina, sono stati affidati alla Piacenti Spa di Prato, azienda già protagonista del grande restauro della Basilica della Natività, sito patrimonio mondiale Unesco. Il progetto si inserisce nel rispetto dello storico “status quo” che regola i luoghi santi e rappresenta anche un importante segnale di cooperazione tra le diverse confessioni cristiane presenti a Betlemme.

All’interno di questo complesso intervento multidisciplinare, Fabio Altieri, attraverso il proprio studio Abm Technology & Consulting Group, si occupa della progettazione e della direzione lavori degli impianti elettrici, dei sistemi di rivelazione incendi e dell’illuminazione artistica della Grotta. Componenti fondamentali per garantire la sicurezza del sito, la conservazione nel tempo e una migliore valorizzazione dello spazio sacro. Il progetto prevede il rifacimento completo degli impianti tecnologici, l’utilizzo di materiali certificati ignifughi e soluzioni di illuminazione studiate per rispettare il contesto storico e religioso, migliorando al contempo la fruizione dei pellegrini. Interventi molto delicati, considerando che la Grotta resterà accessibile durante i lavori e le attività dovranno convivere con le celebrazioni liturgiche delle tre comunità cristiane presenti.

Per Altieri si tratta non solo di un impegno tecnico di alto livello, ma anche di un percorso umano significativo, come ci racconta: «Prendere parte al restauro della Grotta della Natività a Betlemme è per me prima di tutto un’esperienza umana profonda. Mi sento come una piccola tessera di un grande mosaico: un contributo che, insieme a quello di tanti professionisti, aiuta a completare un’opera di valore universale. È proprio il senso del lavoro di squadra che rende possibile qualcosa di così speciale e rappresenta anche un grande orgoglio italiano. Ringrazio la mia famiglia, che mi sostiene anche a distanza, e i colleghi del mio studio, che con fiducia e responsabilità portano avanti il nostro lavoro mentre sono all’estero».

L’intervento nella Grotta della Natività si inserisce in un percorso iniziato oltre dieci anni fa con il restauro complessivo della Basilica, che ha riportato alla luce mosaici, decorazioni e strutture storiche di straordinario valore, oltre a importanti scoperte archeologiche. Anche il nuovo cantiere prevede controlli strutturali approfonditi sulla roccia calcarenitica e sulla volta della Grotta, oltre al restauro di marmi, paramenti, apparati decorativi e del mosaico posto dietro l’altare della Stella, punto tradizionale della nascita di Gesù. Uno degli aspetti più complessi riguarda comunque la convivenza tra lavori e funzioni religiose: gli interventi saranno concentrati soprattutto nelle ore pomeridiane e notturne per non interferire con i riti e permettere comunque l’accesso ai pellegrini.

La partecipazione di professionisti italiani a un intervento di tale rilevanza conferma ancora una volta il ruolo di primo piano dell’Italia nel campo del restauro, della conservazione e dell’innovazione applicata ai beni culturali. Un contributo che unisce competenze tecniche, sensibilità artistica e capacità di collaborazione internazionale.

Per Altieri, dunque, un’esperienza che intreccia responsabilità professionale e dimensione personale, nella consapevolezza di contribuire alla tutela di un luogo che appartiene non solo alla storia cristiana, ma all’intera umanità. Impegno che porta anche un pezzo di territorio ferrarese nel cuore di uno dei siti più significativi del mondo, dimostrando come professionalità e passione possano superare confini geografici e culturali.