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Castagnole, festa a Pontelagoscuro

Castagnole, festa a Pontelagoscuro

Si rinnova la tradizione della numerosa comunità marchigiana. Domenica sera il carnevale al circolo Acli: protagonisti i piatti tipici

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Pontelagoscuro Si rinnova a Ponte, paese dove è presente una folta comunità di marchigiani, la tradizione di carnevale delle “Castagnole”. L’appuntamento si terrà domenica prossima, l’ultimo giorno di febbraio, a partire dalle 20 al circolo Acli dove soltanto un anno fa sono stati ricordati, attraverso un’indagine promossa dalla locale associazione “Cristalli nella Nebbia” coadiuvata dal lavoro di ricerca di cinque studenti dell’Università di Ferrara e coordinata da Giacomo Locci di Cumbre, i 70 anni del Villaggio della Montecatini.

Delle castagnole marchigiane si tramandano ricette, perlopiù orali, oppure scritte o trascritte in una grafia manuale su foglietti nascosti tra le pagine di un libro di ricette o in quadernetti personali custoditi con grande cura. Provate online a cercare notizie, non le troverete. Invece troverete informazioni in ogni casa di marchigiani, in un passaggio tra madre e figlia o figlio e ognuno di questi passaggi riserverà qualche piccolo e gustoso ingrediente diverso da ricetta a ricetta.

Per carpire qualche segreto o qualche scuola di pensiero anche nella tecnica della cottura bisogna fare un giro di chiacchiere tra le “vergare” marchigiane. Sono loro, ormai rimaste in poche a causa dell’età, le donne a capo della direzione della famiglia.

La tradizione, tuttavia, non andrà persa perché, come tante altre leccornie marchigiane dal coniglio in porchetta ai vincisgrassi – una pasta al forno ma senza besciamella –, dalle erbe di campo stufate con le patate alle olive saltate in padella con l’aglio e il rosmarino, dai fegatelli alle castagnole, c’è ancora una generazione, la terza, che sta facendo rivivere la storia e le tradizioni di tanti marchigiani ancora presenti a Ferrara. Come in questo caso.

Di sicuro c’è che la ricetta delle castagnole non è molto elaborata ma faticosa da eseguire. Dall’impasto, alla lessatura affinché le castagnole non assorbano l’olio durante la frittura. Per la cottura sveliamo un piccolo segreto: come si fa a capire se le castagnole sono perfettamente riuscite? Facile: durante la frittura devono “sbocciare” e infine suonare a “buzzo”.

Il termine “sbocciare” ovviamente è un modo di dire tipico marchigiano, indica quando le castagnole, durante la cottura si devono aprire come fiori, fino a che la castagnola stessa suonerà a buzzo, termine onomatopeico, fornendo un suono sordo, che lo si procura colpendo la castagnola con un apposito bastoncino di legno. Una volta pronte, le castagnole vanno condite rigorosamente all’esterno e le varianti sono diverse come i condimenti: dallo zucchero, al miele, all’alchermes. Però qualsiasi modo venga scelto una cosa risulterà certa: le castagnole così preparate saranno solo da divorare.

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