Ferrara, il Grattacielo abbandonato: «Rischio di bomba biologica»
La capogruppo Anna Chiappini (Pd): «Muffe e batteri dal cibo lasciato nei frigo senza elettricità»
Ferrara Oltre che essere una potenziale “bomba” sociale e abitativa, il Grattacielo vuoto può essere anche un pericolo biologico? La risposta è un “sì” secondo la capogruppo del Pd in Consiglio comunale Anna Chiappini. In un’interrogazione diretta al sindaco Fabbri, viene osservato come «la decisione di interrompere la fornitura elettrica di tutti gli appartamenti delle torri ha determinato l’interruzione del ciclo di raffreddamento dei frigoriferi e dei congelatori presenti nelle singole abitazioni».
Questo fatto, sempre secondo Chiappini, creerebbe «i presupposti per la formazione di batteri come salmonella ed escherichia coli oltre che di muffe e sporte dannosi per la salute derivanti dalla putrefazione di generi alimentari». Questa serie di conseguenze porrebbe «l’intera città sotto un potenziale rischi che riteniamo non possa essere sottovalutato ovvero l’esposizione ad una vera e propria bomba biologica».
Pertanto la consigliera chiede lumi all’attuale amministrazione «per sapere quali interventi di messa in sicurezza a questo livello siano stati predisposti per prevenire possibili rischi per la salute dei cittadini e delle cittadine ferraresi».
Sempre dal Partito Democratico arrivano anche altri spunti numerici e non solo sulla questione grattacielo, sempre proveniente dal dossier redatto dal consigliere Massimo Buriani. Si parte dagli alloggi popolari: il Comune infatti detiene un patrimonio di circa 3.300 abitazioni tra edilizia popolare (Erp) ed edilizia sociale (Ers) in gestione all’azienda Acer la quale però negli ultimi anni ha faticato a reperire risorse per rilanciare alloggi in condizioni di degrado. Proprio questi alloggi, relativamente agli ultimi due anni, ammonterebbero tra gli 850 e i 955 secondo i documenti pubblicati dal Comune di Ferrara, da Acer stessa e dalla Regione. Si tratta di appartamenti vuoti e non assegnabili nell’immediato, che rappresentano quasi un terzo dell’intero patrimonio comunale (dato cresciuto del 27,5% dal 2019) e per i quali servirebbero lavori di ristrutturazione. A fronte di questa situazione la domanda abitativa resta alta: nella 35ª graduatoria Erp erano oltre mille i nuclei familiari richiedenti.
In seconda battuta Buriani si concentra sulla mancata messa a norma del grattacielo per quanto riguarda le prescrizioni dell’antincendio. «Nel 2022-23 tuttavia – spiega il consigliere – molte di queste erano state realizzate dopo lavori appaltati con spese ribaltate ai proprietari in base alle rispettive quote millesimali. Nel febbraio 2023 i Vigili del fuoco esprimevano “parere favorevole” sul progetto di prevenzione incendi presentato, ma aggiungevano ulteriori prescrizioni. Nei mesi immediatamente successivi si è aggravato il problema delle morosità da parte di proprietari».
Carenze sui sistemi antincendio, dispositivi antipanico, porte “tagliafuoco” nel vano contatori erano state rilevate anche nel 2024, quando non fu rilasciato il Cpi (Certificato Prevenzione Incendi). Buriani evidenzia come allora il vicesindaco Nicola Lodi, presente alle assemblee condominiali con significativi millesimi di proprietà, assumeva, l’11 luglio 2024, di fronte al prefetto e ai vigili del fuoco l’impegno a “partecipare proattivamente” all’effettuazione dei lavori, portando in Comune una specifica proposta di delibera poi mai più vista».
Il consigliere infine contesta come non sia “stata minimamente presa in considerazione l’ipotesi preannunciata anni fa e mai attuata, con il Comune a fare da garante in solido del condominio per il completamento dei lavori nelle parti comuni in modo da accelerare i tempi di rientro degli abitanti. Per quanto riguarda i lavori nelle parti private, nel caso non fosse possibile mettere a norma in tempi brevi di tutti gli appartamenti, si tratterebbe di inibire formalmente l’accesso solo a questi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
