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Cento, centrodestra frammentato: Guaraldi indicazione di Fratelli d’Italia

Georges Savignac
Cento, centrodestra frammentato: Guaraldi indicazione di Fratelli d’Italia

Manca l’accordo, fra i candidati spunta Cremonini

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Cento Manca poco più di un anno alle elezioni comunali del Comune di Cento, ma nel centrodestra locale i giochi sembrano già avviati. Pur in assenza di decisioni ufficiali, i percorsi politici appaiono sempre meno reversibili e delineano uno scenario articolato, se non apertamente divisivo. Uno dei fronti più definiti riguarda Fratelli d’Italia, che starebbe convergendo con decisione sulla candidatura a sindaco di Alessandro Guaraldi, attuale vicepresidente della Provincia di Ferrara. Una candidatura che, sebbene non formalizzata, viene data come largamente accreditata all’interno del partito e che rappresenterebbe la scelta identitaria di FdI in vista del 2027.

Parallelamente, prende però corpo un’ipotesi alternativa. Da tempo, infatti, si vocifera di una candidatura espressa dai movimenti civici di area centrodestra, intenzionati a proporre un progetto autonomo, svincolato dai partiti. In questo contesto, una candidatura che fino a pochi mesi fa appariva quasi naturale, come quella di Valeria Balboni, sembra aver progressivamente perso forza. A guadagnare terreno sarebbe invece l’ipotesi di Beatrice Cremonini, attuale consigliere comunale di Avanti Cento, la lista civica fondata da Fabrizio Toselli, poi passato in Forza Italia.

Attorno a Cremonini potrebbe trovare sintesi un insieme di realtà civiche che, nel tempo, hanno assunto forme diverse ma che condividono una collocazione nell’alveo del centrodestra. In questa prospettiva si inserisce anche il movimento per il Sì al referendum civico, il quale rappresenta una presa di posizione politica chiara e che potrebbe costituire, pur rimanendo formalmente fuori dai partiti, una prima prova di aggregazione e di possibile coalizione civica, maggiormente compatibile con un progetto come quello incarnato da Cremonini rispetto ad altre esperienze consiliari.

Se questo scenario dovesse consolidarsi, con Guaraldi candidato per Fratelli d’Italia e Cremonini per l’area civica, resterebbe aperta la questione delle altre componenti della coalizione. In Consiglio comunale siede infatti Elisabetta Giberti di Orgoglio Centese, figura che raccoglie anche l’anima degli ex leghisti espulsi e da tempo considerata politicamente vicina a Patto per il Nord. Va tuttavia precisato che, dopo l’elezione a coordinatore dell’Alto Ferrarese di Antonio Bottoni, Giberti non ha ancora espresso ufficialmente una propria posizione rispetto al nuovo assetto del movimento, mantenendo una linea d’attesa che lascia aperti diversi scenari.

Accanto a lei, nel quadro consiliare, si collocano anche Alex Meloni e Luca Cardi, che hanno recentemente ufficializzato il proprio passaggio nell’area politica che fa riferimento al generale Roberto Vannacci. Una scelta che di fatto contribuisce a svuotare ulteriormente il centro politico della Lega a livello locale e che rende Meloni e Cardi battitori liberi, ossia liberi di collocarsi alle prossime elezioni insieme alla propria squadra di riferimento, in un contesto ancora tutto da definire.

La stessa Giberti, inoltre, potrebbe a sua volta scegliere la via di una candidatura civica, coerente con un percorso politico iniziato ormai cinque anni fa in contrapposizione ai partiti ferraresi del centrodestra. Un mosaico complesso che restituisce l’immagine di una coalizione frammentata e con difficili capacità di sintesi, dove la somma delle identità rischia di non trasformarsi automaticamente in una somma di voti.

Spettro ampio

Le dinamiche centesi si inseriscono, del resto, in un quadro provinciale altrettanto agitato. L’intero centrodestra appare attraversato da tensioni e fratture che interessano gran parte della provincia di Ferrara, con un punto di massima evidenza rappresentato da Comacchio, dove espulsioni e rotture interne hanno assunto contorni eclatanti. Un caso diventato simbolico di un malessere più ampio, alimentato – secondo molti osservatori interni alla coalizione – anche da una crescente insofferenza nei confronti di Fratelli d’Italia e delle dinamiche attribuite in particolar modo al senatore Alberto Balboni, considerate da più parti un fattore di pressione sulle coalizioni locali e sulla loro tenuta.

Fa eccezione Bondeno, dove il centrodestra continua a mostrarsi compatto, anche rispetto alla profonda frammentazione che sta attraversando la Lega. Il movimento appare oggi diviso in almeno tre anime: la Lega ufficiale, Patto per il Nord e il progetto politico legato a Vannacci, ancora privo di una rappresentanza locale formalizzata ma già capace di raccogliere adesioni e simpatie.

Uno scenario che, nel suo complesso, restituisce l’immagine di un centrodestra fortemente frammentato, con molteplici candidature potenziali, ciascuna portatrice di una propria identità e di un proprio bacino. Una divisione che, se non ricomposta, rischia di trasformarsi in un vantaggio indiretto per il centrosinistra e per il sindaco uscente Edoardo Accorsi, chiamato a difendere il mandato in un quadro che, sul fronte avversario, appare ancora lontano da una sintesi condivisa.

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