Grattacielo di Ferrara, trenta euro per entrare 45 minuti in casa propria
Tre giorni utili a recuperare i beni e visitare i propri appartamenti
Ferrara Esiste un prezzo per entrare nella propria abitazione? Da inizio marzo sì, per chi era residente delle tre torri del Grattacielo. Ormai da oltre tre settimane l’enorme edificio residenziale è inaccessibile a seguito dell’ordinanza di sgombero emanata dal sindaco Fabbri, a tutela dell’incolumità di coloro che vivevano nei “giganti” degradati.
Negli scorsi giorni dall’opposizione consiliare, in particolare dalla capogruppo del Pd Anna Chiappini, era arrivato un allarme sull’attuale stato degli appartamenti nelle torri. Si era parlato di “bomba biologica” a causa degli alimenti rimasti in frigoriferi e congelatori senza elettricità e quindi ormai deperiti. Chi vorrà dare un’ultima (forse) sistemata agli appartamenti o chi vorrà recuperare ulteriori oggetti personali dunque potrà farlo, ma a condizioni molto precise. Ieri nelle caselle di posta degli inquilini è infatti arrivata una comunicazione da parte dell’amministratore di condominio Francesco Donazzi, che ha lasciato interdette molte persone.
Nelle giornate di martedì 3, mercoledì 4 e giovedì 5 marzo dalle ore 8 alle 16, i proprietari degli appartamenti potranno entrare nelle loro case al costo di 30 euro per singolo accesso. La prenotazione può essere effettuata telefonando direttamente all’amministratore o scrivendo una mail al suo studio. Una volta ottenuta la conferma del giorno e dell’ora, le persone interessate dovranno presentarsi al grattacielo munite di documento di identità e con eventuali accompagnatori presenti solo assieme ai proprietari degli appartamenti.
Saranno ammesse al massimo due persone per non più di quarantacinque minuti che farà diventare il tutto una corsa contro il tempo per evitare esborsi più ingenti. Nella comunicazione l’amministratore di condominio, che contattato da La Nuova Ferrara si è detto “non interessato” a commentare, ha anche lasciato aperto uno spiraglio per ulteriori accessi in futuro. Ma a cosa serviranno le quote che pagheranno i proprietari? Con tutta probabilità a pagare la sicurezza privata che li accompagnerà durante le operazioni in modo da scongiurare eventuali azioni “fuori dalle righe”.
Se da un lato questa operazione consentirà il recupero di alcuni effetti personali, dall’altra il fatto che avvenga dietro pagamento ha indignato molti tra condomini e volontari. «Si è trattato – spiega Andrea Firrincieli dell’associazione Cittadini del Mondo – di una decisione presa dall’amministrazione condominiale, non si sa in base a cosa. Infatti non risulta che siano state effettuate ricerche di settore per calmierare quantomeno il prezzo di questi accessi. Sembra tutto fatto in automatico senza il coinvolgimento della comunità. È un atteggiamento surreale, quando ci sono persone ancora sparse in giro per la città che vivono in condizione di vita a limite. I locali dell’Associazione Viale K si sono svuotati e tutti sono a San Bartolo o ai dormitori di via XX Settembre».
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