Da Porto Garibaldi a Sanremo, la protesta dei balneari al Festival
Una delegazione da Porto Garibaldi all’Ariston contro la Bolkestein: «No alla messa all’asta degli stabilimenti»
Porto Garibaldi “No alla Bolkestein”, “Balneatori incazzati” sono solo alcuni degli slogan fissati, a caratteri cubitali, sugli striscioni esposti, venerdì mattina, davanti al teatro Ariston di Sanremo, da una delegazione di imprenditori balneari, giunti da tutta Italia.
Devid Gulinelli (Bagno Bologna di Porto Garibaldi), Paolo Cavalieri (bagno Sayonara), Clarissa Bizzi (Bagno Medusa), Gilberto (Bagno KapoGiro) del Lido Estensi sono i titolari di stabilimenti balneari della costa comacchiese, che hanno preso parte alla singolare iniziativa, tesa a richiamare l’attenzione mediatica sui rischi collegati alle ormai imminenti gare ad evidenza pubblica, alle quali saranno sottoposte, dal 2027, le concessioni demaniali.
«Di proposito, abbiamo voluto raggiungere Sanremo in pochi, senza sigle di partiti o di sindacati, perché la piazza dell’Ariston non avrebbe potuto contenere una manifestazione. Si è trattato di un presidio spontaneo, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze alle quali stiamo andando incontro, in forza di una direttiva comunitaria, che ha previsto la messa all’asta delle concessioni. Il nostro futuro è sospeso ed è a rischio il frutto di sacrifici di anni e anni e di intere generazioni, che si sono alternate nella conduzione familiare della gran parte dei nostri bagni».
Da Porto Garibaldi, nel cuore della notte tra giovedì e venerdì scorsi, il gruppo è partito a bordo del furgone di Gulinelli, per raggiungere Sanremo alle 11 di venerdì. «Siamo stati avvicinati dal generale Roberto Vannacci, che ha ascoltato le nostre rimostranze. Il nostro obiettivo di ottenere visibilità – conclude Devid Gulinelli – dai media nazionali e locali è stato raggiunto».
Katia Romagnoli
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