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Il progetto

Ferrara–Mantova, asse sul Po: nasce la “casa” dei territori rivieraschi

Ferrara–Mantova, asse sul Po: nasce la “casa” dei territori rivieraschi

Il sindaco Fabbri e l’assessore Guidesi impegnati per valorizzare cultura, ambiente ed enogastronomia nei territori del Grande Fiume

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Mantova Ferrara guarda al Po e trova in Mantova il punto di incontro per un progetto che ambisce a superare i confini regionali. È dalla sponda estense del fiume che prende slancio l’iniziativa condivisa dal sindaco Alan Fabbri e dall’assessore allo Sviluppo economico della Lombardia Guido Guidesi, riunitisi nei giorni scorsi a Mantova per imprimere un’accelerazione a un’idea che circola da inizio anno.

Leghisti della prima ora e legati da un’amicizia profonda, Fabbri e Guidesi condividono – riferiscono fonti vicine ai due amministratori – la volontà di rafforzare il peso dei territori della valle del Po nei processi decisionali nazionali.

L’incontro

Proprio a Mantova, durante un pranzo in un ristorante del centro storico, avrebbero deciso di trasformare in un progetto strutturato le ipotesi emerse a metà gennaio sulla stampa nazionale. Da suggestione di un contenitore culturale, con inevitabili riflessi politici, si sarebbe passati al passo successivo: costituire un’associazione capace di riportare al centro la rappresentanza della cosiddetta Bassa Padana, offrendo una voce comune su criticità, opportunità e linee di sviluppo.

Un primo segnale era arrivato il 3 gennaio, quando Guidesi aveva pubblicato un messaggio in occasione del tradizionale scambio di auguri con Fabbri, sottolineando come «amicizia e identità restano». Proprio quel richiamo all’identità era stato ripreso e interpretato nei giorni successivi anche da La Stampa, nel contesto delle difficoltà segnalate da alcuni amministratori del Nord nel far valere a Roma le istanze dei propri territori. L’incontro mantovano rappresenta così il secondo passaggio di un percorso già avviato.

Guidesi si trovava in zona anche per un impegno istituzionale a Viadana. Fabbri, secondo quanto emerso, sarebbe invece giunto a Mantova proprio per definire il progetto: una sorta di “sindacato” dei territori trainanti del Paese, determinato a incidere maggiormente sui tavoli decisionali, evitando scelte percepite come calate dall’alto. Un’iniziativa che nasce dalla convinzione che il partito che storicamente ha rappresentato queste istanze oggi non le interpreti più con la stessa forza.

Cultura e identità

L’obiettivo è creare una “casa dei territori rivieraschi del Po”, uno spazio di confronto aperto ad amministratori e interlocutori al di là delle appartenenze. Il progetto, definito “culturale”, potrebbe presto entrare in una seconda fase operativa. L’associazione avrà anche una funzione concreta di raccolta fondi destinati alla valorizzazione della cultura del Po, dell’enogastronomia, della cultura ambientale e delle tematiche legate all’idraulica. Ne faranno parte i diversi Comuni delle regioni rivierasche del fiume, con l’intento di mettere in rete risorse e competenze.

L’obiettivo è rivendicare non solo le istanze di questi territori, ma anche le loro potenzialità, ritenute non ancora pienamente espresse a livello nazionale, a differenza di quanto avverrebbe in ambito europeo. In meno di due mesi, dalle ipotesi si è passati a un percorso già definito. Ora si attendono i passaggi ufficiali che seguiranno all’incontro mantovano di fine inverno.