La paura dei ferraresi a Dubai: «Abbiamo sentito droni e missili»
Molti hanno scelto di restare nelle proprie case come consigliato dal governo. Pablo Victor Dana: «Siamo al 53º piano e le esplosioni hanno fatto tremare tutto»
Ferrara Esplosioni, missili e droni hanno scosso pesantemente la vita di chi risiede a Dubai, nelle immediate vicinanze della polveriera iraniana. Quello che negli ultimi anni è stato il luogo del lusso sfrenato, frequentato da chi può dire (o vuole far credere) di avercela fatta ha vissuto sabato ore di grandissima tensione quando i frammenti dei missili lanciati dai pasdaran sono caduti su diversi punti chiave della città emiratina. Tra chi è stato coinvolto, seppur in maniera indiretta, c’è anche l’ex consigliere comunale di Forza Italia Carlos Dana: «Attualmente vivono a Dubai mio fratello Pablo Victor con mia cognata ed i miei nipoti. Indubbiamente la preoccupazione è alta. Loro hanno sentito e saputo dei missili e dei droni che hanno colpito alcuni punti critici come il Burj al Arab o la famosa "Palma" dove tra l’altro proprio mio fratello e la sua famiglia abitavano fino a pochi anni fa. Sono stati lanciati circa 140 missili e 220 droni ma la protezione è altissima. In questo momento loro non possono uscire di casa, nelle strade ci sono pochissime persone ed è una situazione che ricorda i tempi del Covid. Il problema più grande è per i turisti che non possono spostarsi fuori dal paese dato che gli aeroporti sono bloccati. Anche la Farnesina consiglia di restare lì al sicuro, eventuali criticità ci potrebbero essere in caso di escalation data la vicinanza tra Dubai e l’Iran».
Lo stesso Pablo Victor Dana, nativo di Ferrara, conferma: «La situazione è abbastanza complessa, abbiamo sentito centinaia di droni e missili che venivano intercettati dal sistema difensivo degli Emirati. Sono stati colpiti vari punti ma non si sa se siano stati solo frammenti o altro. Abitiamo proprio nel centro finanziario di Dubai ed abbiamo sentito anche varie esplosioni vicine. La mattinata di oggi (ieri per chi legge) è trascorsa in tranquillità ma col passare delle ore abbiamo sentito altri boati, più forti, che ci è stato detto essere dei missili "Patriot" che vengono intercettati. Noi stiamo all’erta, il governo ci rassicura e ci ha detto di rimanere nelle nostre case possibilmente distanti dalle finestre. Di certo l’ultima esplosione, per noi che abitiamo al 53esimo piano, ha fatto tremare tutto». A Dubai ci sono anche due giovani ferraresi che lì stanno sviluppando la propria carriera lavorativa già da qualche anno, si tratta di Marcello Carlini e Andrea Ferrari. Il primo manager di una catena di ristoranti ed il secondo titolare di una clinica fisioterapica da un paio d’anni.
«Sì - ammette Carlini - c’è un po’ di tensione che si respira nell’aria. Tanti posti sono chiusi e c’è poca gente in giro, sempre di ritornare ai tempi del Covid. Addirittura, c’è chi decide di dormire nei parcheggi sotterranei. Sabato è stata una giornata assurda: razzi nel cielo che venivano intercettati e boati in lontananza, sembrava di essere in un film. Oggi (ieri ndr) c’è più tranquillità e parecchia gente è anche in spiaggia. Non smettiamo di vivere la nostra vita e restiamo fiduciosi che tutto si possa risolvere». «Durante quelle ore difficili - aggiunge Ferrari - abbiamo deciso di passare la notte nello stesso luogo almeno per farci un po’ di forza a vicenda. La tensione era palpabile. In caso di peggioramenti della situazione geopolitica non escludiamo anche un rientro in Italia».
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