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Armi contro i piccioni a Vigarano Mainarda: tutte le ragioni dei due fronti opposti

Andrea Mainardi
Armi contro i piccioni a Vigarano Mainarda: tutte le ragioni dei due fronti opposti

Verdetto del Tar il 12 marzo

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Vigarano Mainarda Il piccione, problema da arginare o animale da salvaguardare? L’annoso dibattito si arricchisce di un nuovo capitolo: da una parte le associazioni animaliste, dall’altra cittadini ed imprenditori del settore agricolo esasperati dall’infestante presenza dei volatili.

E in mezzo? C’è il Comune di Vigarano Mainarda il quale a febbraio aveva dato il via libera all’abbattimento dei volatili per mezzo di coadiutori dotati di armi da fuoco a causa di “una conclamata situazione di potenziale rischio igienico-sanitario” la quale causa una “grave incuria e degrado del territorio”.

Questo provvedimento trova la sua applicazione “in tutto il territorio comunale comprese le immediate vicinanze di abitazioni, fabbricati, canali e strade”. Lo stesso Comune però sarà chiamato a difendersi, difeso dall’avvocato Michele Grandi, il 12 marzo davanti al Tar regionale dato il ricorso delle associazioni animaliste Earth ed Animal Liberation.

Le motivazioni per le quali l’ordinanza non viene considerata legittima sono esposte dalla presidente dell’associazione Animal Liberation, Lilia Casali: «Il Comune non avrebbe in realtà la competenza per azioni di questo genere in zone fuori dal centro urbano. In campagna dovrebbe essere la Provincia a decidere. La ragione più forte però si basa sull’articolo 19 della legge 157/1992 sulla protezione della fauna nume 157/1992: si devono utilizzare metodi non cruenti per le eventuali riduzioni degli esemplari, considerando che è sempre l’uomo il fattore di squilibrio. La natura si regola da sola. La legge non elenca metodi specifici ma si possono utilizzare anche dissuasori sonori chiudere quei buchi dove i volatili nidificano. Noi siamo sempre contrari agli abbattimenti».

Sul fronte opposto come già evidenziato c’è il Comune di Vigarano Mainarda, che nell’ordinanza cita anche la cooperativa Capa Cologna, le cui strutture di stoccaggio in via Rondona sono imbrattate dalle deiezioni dei volatili i quali permangono costantemente nelle vicinanze degli stoccaggi di cereali in cerca di cibo. L’azienda è tra coloro che hanno richiesto “l’extrema ratio” rappresentata dai coadiutori, con motivazioni ben precise.

«Innanzitutto il piccione porta un problema legato alla salmonellosi – spiega il presidente della cooperativa Alberto Stefanati – ma anche disagi per chi vive nel centro abitato. Abbiamo provato metodi meno radicali come falchi o dissuasori ma non sono serviti a nulla. Anche le gabbie di cattura hanno avuto poca efficacia». «Oggi – prosegue Stefanati – questi volatili creano danni ingenti all’agricoltura e non solo quando si parla di stoccaggio. I coltivatori devono seminare più volte soia o girasole dato che gli uccelli mangiano semi e germogli, non ricevendo ristori o risarcimenti. I piccioni come anche, nutrie, volpi e lupi sono specie molto invasive. Credo che abbiano una dignità, così come però anche gli animali da cortile che vengono sbranati».

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