Ferrara, chiusa l’indagine sulla morte all’origine del caso Big Town
Un 24enne accusato per il decesso del figliastro di Davide Buzzi
Ferrara A pochi giorni dalla pesante sentenza di condanna per Mauro e Giuseppe Di Gaetano, il titolare del bar Big Town e suo padre, per l’omicidio di Davide Buzzi e per il tentativo di uccidere Lorenzo Piccinini, emerge anche la notizia della chiusura del cerchio su quello che è stato l’antefatto dal quale si è scatenata la terribile ondata di violenza finita in tragedia.
La Procura di Ferrara ha infatti chiuso le indagini a carico del ragazzo che aveva ceduto una dose di cocaina e Edoardo Bovini, il figliastro di Davide Buzzi al quale era legatissimo, deceduto dopo l’assunzione dello stupefacente proprio davanti al locale di via Bologna, la sera del 13 agosto del 2023.
Bovini si era sentito male ed era deceduto nonostante l’intervento del 118 a causa dell’interazione della cocaina con un difetto al cuore, che già in passato gli aveva creato seri problemi. L’indagato – un ragazzo di 24 anni, assistito dall’avvocata Silvia Callegari – è accusato, oltre che della cessione della cocaina, di morte come conseguenza di altro delitto. La notifica della chiusura delle indagini preliminari è recente.
Dopo la morte di Bovini, che aveva 19 anni, Buzzi aveva anche picchiato l’indagato, andandolo a cercare in una discoteca nelle sere successive.
Nella spirale di vendetta, vi era stata una colluttazione con Hamza Ben Khaled, uno straniero che aveva commentato sui social la notizia del malore con parole sprezzanti nei confronti di Bovini. Buzzi lo aveva minacciato di morte e poi aveva partecipato, come rinforzo, a uno scontro avvenuto in via San Romano e al bar Condor (all’incrocio con via Carlo Mayr) tra Ben Khaled, i genitori di Bovini e Lorenzo Piccinini (cugino di Bovini, che aveva poi accompagnato Buzzi nel blitz al Big Town la sera del 1º settembre 2023, rischiando anche lui di venire ucciso). Ben Khaled venne addirittura sottoposto a vigilanza.
Poi Buzzi aveva rivolto la sua sete di vendetta nei confronti di Mauro Di Gaetano, accusato – erroneamente – di aver ritardato la chiamata dei soccorsi. Gli voleva imporre di chiudere il locale, arrivando anche a tentare un’estorsione: 3mila euro al mese o avrebbe bruciato il bar.
Il 1º settembre tutta la vicenda è arrivata al tragico punto di non ritorno, con l’assalto al Big Town da parte di Buzzi e Piccinini e con i due Di Gaetano che, a un certo punto, hanno invece preso inaspettatamente il sopravvento, fino all’estrema violenza usata da Mauro Di Gaetano proprio nei confronti di Buzzi. Un ribaltamento totale della situazione, con un omicidio compiuto e uno tentato, che mercoledì ha portato alla condanna dei due Di Gaetano a 28 anni di reclusione, come deciso dalla Corte d’assise di Ferrara.
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