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L’evento

Storie, tradizioni e rivalità: a Ferrara si alza il sipario sul Palio 2026

Marco Nagliati
Storie, tradizioni e rivalità: a Ferrara si alza il sipario sul Palio 2026

Rinnovate le sinergie con Avis e associazione Giulia. Il sindaco Fabbri: «Crediamo nell’evento»

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Ferrara Un tuffo nella storia. La “nostra” storia. Un viaggio nel Rinascimento e nel presente. Dentro vicoli e contrade, aria e polvere. Rovistando angoli e passioni di Ferrara. I colori della Corte Ducale: “Este Viva”. Ecco il Palio cittadino, la cui edizione 2026 è stata presentata al Ridotto del Teatro comunale. Con la Rotonda Foschini ravvivata da stendardi e figuranti. Suoni e orgoglio. Rullo di tamburi, trillar di chiarine.  

Cartolina

«I numeri fatti registrare negli ultimi anni ci fanno ben sperare. C’è un legame fortissimo col Palio – introduce Nicola Borsetti, presidente della Fondazione Palio -: siamo aumentati in termini di attenzione mediatica, ed è cresciuto il pubblico che ci segue. Sempre più persone arrivano da fuori città. Abbiamo una visione chiara: questo evento non è solo rievocazione, è un racconto vivo della storia estense. Dai costumi rinascimentali fino alle corse in notturna in una delle piazze più belle d’Italia. Una soddisfazione che ripaga degli enormi sforzi fatti fino ad ora, con tante persone a lavorare in silenzio. Spesso di sera. Siamo consapevoli che il percorso deve procedere, tante le sfide da affrontare: l’entusiasmo non manca».

Il Palio è una cartolina che rappresenta Ferrara, nasce attraverso molte sinergie. Stretta e indissolubile quella col Comune, rappresentato da Marco Gulinelli assessore con delega al Palio. Ogni anno viene aperta una porta sull’epica ducale... «Quando si parla di Palio si pensa subito alla gara – chiosa Gulinelli –: il respiro si trattiene, ci sono lo scalpitìo dei cavalli e la tensione. Però chi conosce veramente il Palio sa che questa festa in realtà è molte cose. La città cambia volto. Penso ai movimenti antichissimi delle bandiere… La vera magìa non sta solo nella storia, ma anche nelle persone. Della rivalità tra Contrade, forte ma piena di sana ironia che unisce solennità e spontaneità. Le tradizioni popolari sono la memoria viva della città e, col Palio, Ferrara diventa un grande teatro a cielo aperto. E non posso che ringraziare tutti i volontari delle Contrade per il grande lavoro che fanno, non solo a maggio, ma durante tutto l’anno: senza di loro questa manifestazione non sarebbe la stessa. Ora inauguriamo un altro nuovo capitolo, rinnovando una promessa millenaria: custodire la nostra identità».

Le date

Due mesi di omaggi, tornei, benedizioni, giochi e cortei. Si inizia domenica 29 marzo con i primi omaggi al Duca, scaglionati di settimana in settimana fino al 26 aprile: due contrade protagoniste a turno. Sabato 9 maggio la Benedizione dei Palii in Cattedrale aprirà il mese di giochi, il cui culmine saranno le corse in piazza Ariostea dalle 20 di sabato 30 maggio.

Una parola, l’ha spesa anche l’arcivescovo Gian Carlo Perego: «Il mio arrivo a Ferrara è stato accolto con chiarine e sbandieratori del Palio, bello che questo mondo accompagni anche la vita cristiana». Borghi e rioni sono un arcobaleno, universo popolare e popolano. Che ben si accompagna con una mano tesa. Ecco perché il Palio è solidarietà: rinnovata la partnership col Teatro, certamente. Soprattutto quella di collaborazione con Avis («costruiamo il futuro insieme», dice Alessandro Cattabriga, presidente Avis comunale). In più, quest’anno, nasce un rapporto stretto stretto con l’Associazione Giulia che timbra i trent’anni di lodevole attività di supporto e aiuto a bambini oncologici e relative famiglie.

Senso di appartenenza

Il 2026 sarà anche una data speciale per Romano Marzola, da cinquant’anni Gran maestro di campo e prossimo a passare la mano. Un percorso immaginifico il suo e non sembrano esserci margini di ripensamento, poi chissà…

Anche questa volta verrà aperta una vetrina istituzionale del Palio nello spazio dell’ex negozio Pistelli e Bartolucci (tra Martiri della libertà e Giovecca) che, per tutto maggio, diventerà un punto di riferimento e di promozione della manifestazione nel cuore della città, offrendo maggiore visibilità e lustro all’evento. Una sorta di specchio della vetrina.

«Ogni anno i numeri dicono che stiamo andando nella direzione giusta – scrive in una nota il sindaco Alan Fabbri –: più visitatori che scelgono Ferrara in questo periodo. Continuiamo ad investire perché crediamo che questo evento abbia ancora molto da dare alla città. Ma al di là dei numeri, c’è qualcosa che non si misura: il senso di appartenenza che il Palio genera nei ferraresi, una storia che queste piazze sanno ancora raccontare».

A voi Borghi e Rioni: San Benedetto, San Giacomo, San Giorgio, San Giovanni, San Luca, Santa Maria in Vado, San Paolo e Santo Spirito. Sempre avanti, verso il meglio. Wor-Bas.