Erosione spiagge ai Lidi, de Pascale: «La sfida si può vincere solo insieme»
Il presidente della Regione: «C’è bisogno che questo diventi un tema nazionale ed internazionale»
Lido Pomposa Da tema locale a tema interregionale e nazionale: la difesa costiera è tra le priorità nell’agenda del presidente della Regione, Michele de Pascale, il quale punta a coinvolgere anche la regione Veneto e lo Stato, per la messa a punto di strategie di ampio respiro, volte a contrastare il fenomeno dell’erosione.
«C’è una grandissima difficoltà ai Lidi – ha affermato de Pascale -; stiamo spingendo per chiudere i cantieri di ripascimento dell’arenile prima della stagione turistica. Dobbiamo mettere in campo un nuovo “progettone”. Il primo, di alcuni anni fa, è tuttora l’unico – ha aggiunto il presidente della Regione -, della storia, finanziato dall’Emilia Romagna e non dallo Stato. Solo con interventi di emergenza non ce la caviamo. Non si devono portare solo camion di sabbia. C’è bisogno che questo diventi un tema nazionale ed internazionale». Al momento le due regioni costiere confinanti, stanno dialogando ed è stato proprio de Pascale a confrontarsi con il collega Alberto Stefani, subito dopo l’insediamento da presidente della Regione Veneto.
Futuro
«La sfida a tutela della costa si può vincere solo insieme – ha concluso de Pascale -, perché le mareggiate non guardano ai confini territoriali». Proprio nei giorni scorsi a Lido Pomposa è partito l’accantieramento del sabbiodotto, destinato a foraggiare l’arenile, gravemente aggredito dall’erosione. A margine del convegno svoltosi il 20 febbraio scorso al Pala De Andrè di Ravenna, Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari, associazione che raggruppa gli stabilimenti dei lidi Pomposa, Nazioni e Scacchi e Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido Volano, si sono confrontati con lo stesso presidente della Regione Emilia Romagna, de Pascale, il quale «ha assunto l’impegno a lavorare per l’istituzione di un tavolo urgente – spiega Bocchimpani -, che coinvolga, sul tema dell’erosione costiera, tutte le istituzioni, anche statali».
Barriere
Parallelamente, Asbalneari ha presentato un’istanza all’attenzione di Antonio Iannone, sottosegretario di Stato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, allo scopo di procedere speditamente alla sistemazione delle barriere frangiflutto e, più in generale, per misure di protezione della fascia costiera. A Lido Pomposa nei prossimi giorni entrerà in funzione l’atteso sabbiodotto, mediante il trasporto e la distribuzione di sedimenti sabbiosi scavati, nei mesi scorsi, nel portocanale di Porto Garibaldi e nel canale Logonovo, a Lido Spina. Nella richiesta consegnata al viceministro, «invochiamo – ha aggiunto Bocchimpani -, il ripristino delle barriere frangiflutto di Lido Pomposa, per riportarle all’altezza originaria di due metri, mentre, con l’attuale batimetria, siamo a quota 60 centimetri, con criticità, in alcuni punti, che portano a 38 centimetri l’altezza delle scogliere». In caso di mareggiata con onde, di sovente, alte oltre un metro, l’impeto del mare non troverebbe ostacoli, arrivando rapidamente a mordere l’arenile e a minacciare le strutture balneari e l’abitato retrostante.
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