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L’interrogativo

Scaffali sguarniti e orari ridotti, incertezza per l’Ecu di Ferrara

Corrado Magnoni
Scaffali sguarniti e orari ridotti, incertezza per l’Ecu di Ferrara

Il punto vendita di via Terranuova, all’angolo con via Saraceno, coinvolto da un passaggio societario

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Ferrara C’è una domanda che ormai risuona ogni giorno tra le corsie del supermercato Ecu di via Terranuova, nel cuore del centro storico: «Domani siete aperti?». È l’interrogativo semplice ma emblematico che una cliente ha rivolto ai dipendenti entrando nel punto vendita, simbolo dell’incertezza che da settimane – in realtà ormai da mesi – avvolge il piccolo supermercato cittadino.

Già da tempo i clienti avevano iniziato a notare qualcosa che non andava. Gli scaffali sempre meno riforniti, alcuni prodotti difficili da trovare, una scelta ridotta rispetto al passato. All’ingresso era comparso anche un cartello della società che spiegava come fosse in corso un cambiamento legato alla fornitura dei prodotti, una fase di transizione che temporaneamente non consentiva una distribuzione regolare e abbondante della merce. Ma con il passare delle settimane i dubbi sono aumentati.

Tra i frequentatori abituali del negozio si è diffusa una domanda sempre più insistente: il supermercato è in vendita oppure sta per chiudere? Le notizie apparse anche sulla stampa nazionale parlano infatti di una fase di riorganizzazione della proprietà. Un passaggio societario che potrebbe portare a un accorpamento con un’altra azienda pronta ad assorbire la società che oggi gestisce il gruppo Ecu. Una trattativa che, secondo quanto filtra, potrebbe arrivare a una soluzione nei prossimi giorni.

Nel frattempo però la situazione quotidiana resta complicata. I dipendenti sono ormai rimasti in quattro e il supermercato ha ridotto drasticamente gli orari di apertura: si lavora soltanto mezza giornata, con chiusura intorno alle 13.30, mentre la domenica il negozio resta chiuso. Una scelta che, secondo quanto raccontano alcuni lavoratori, sarebbe stata adottata anche per permettere di smaltire ferie arretrate in un periodo particolarmente incerto.

A rendere il clima ancora più delicato c’è anche la questione degli stipendi. I lavoratori avrebbero ricevuto l’ultimo pagamento con ritardo, mentre resterebbe ancora una mensilità arretrata. E così, mentre i clienti chiedono informazioni alle casse o tra gli scaffali, i dipendenti si trovano spesso nella difficile posizione di non poter dare risposte. «Ci chiedono ogni giorno se ci sono novità, se chiudiamo o se cambia gestione – racconta chi lavora nel punto vendita – ma anche noi aspettiamo comunicazioni ufficiali dall’azienda». Una situazione che riguarda quattro lavoratori, tra i 25 e i 40 anni, che ora guardano con preoccupazione al proprio futuro occupazionale. La vicenda è seguita anche dai sindacati di categoria.

Il tutto in un contesto commerciale già particolarmente competitivo per il centro storico. Nel raggio di poche centinaia di metri si trovano infatti altri tre supermercati: la Coop di via Mazzini, la Conad di via Spronello e la Pam di via Bersaglieri del Po.

Per questo la sorte del piccolo Ecu di via Terranuova viene osservata con attenzione non solo dai lavoratori, ma anche da molti residenti della zona, che negli anni lo hanno scelto come punto di riferimento per la spesa quotidiana. La speranza condivisa è che la fase di transizione possa concludersi a breve e che nei prossimi giorni arrivi finalmente una risposta chiara sul futuro del supermercato. Perché, al momento, la domanda che continua a rimanere senza risposta è sempre la stessa: domani saremo ancora aperti?

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