Vasco nei ricordi, Coscia: «Lo chiamammo, arrivarono in quattromila»
“Siamo solo noi”, la rubrica settimanale parte dagli anni ’80. Scrivici e partecipa al viaggio che ci porterà ai concerti del 5 e 6 giugno a Ferrara
Si apre oggi la rubrica “Siamo solo noi”, spazio dedicato ai fan di Vasco Rossi e alle storie che legano il pubblico alla mitica rockstar. Ogni settimana, il martedì e il giovedì, ci saranno due pagine dedicate al Blasco e a tutto ciò che gli ruota attorno: interviste, racconti, ricordi e aneddoti. Sarà un viaggio a tappe, una maratona di avvicinamento al 5 e 6 giugno, le date dei due concerti a Ferrara. Lo abbiamo scritto e lo ripetiamo: questo percorso a puntate vuole essere un momento di condivisione. Perciò, se avete una storia che volete raccontare e condividere, questo è il momento di farlo. Come? Scriveteci all’indirizzo spettacoli@lanuovaferrara.it (oggetto: Vasco a Ferrara), su Messenger o in direct su Instagram. Ma ora basta con le chiacchiere: si parte. Buon viaggio.
Ferrara Bruna Coscia non ha certo bisogno di presentazioni anche nella nostra provincia. Corrispondente storica del quotidiano Mattino di Padova, è l’anima di Cuore di Carta, l’associazione che organizza numerosi eventi culturali, a partire dalla celebre Fiera delle parole di Padova. Ma Coscia è anche la direttrice di rassegne librarie che si tengono nella vicina provincia di Rovigo, da Santa Maria Maddalena (tornerà in maggio con importanti autori, come Dacia Maraini) all’Isola di Albarella, così come ha portato autori importanti a presentare i propri libri nella nostra città, a esempio da Libraccio.
Ma Coscia nei primi anni Ottanta si è dedicata alla musica, quando già collaborava per il Mattino. Ha partecipato così all’organizzazione dei primi concerti di Vasco Rossi insieme al marito Galdino Francescon (imprenditore della zona, ndr) e a Fabrizio Gastaldo, attuale titolare di LatteMiele. Ai tempi Gastaldo aveva una radio libera a Este (Pd), Radio Padana Libera, che era molto nota nel Nord Est.
«Quando mi dissero che volevano organizzare un concerto di Vasco Rossi pensai al motivetto che sentivo sempre ascoltando le radio libere “Ti voglio bene non l’hai mica capito?” (il brano Non l’hai mica capito, ndr). Il concerto venne pubblicizzato moltissimo. La radio mandava a tutte le ore le sue canzoni più belle: Silvia, Brava, Colpa di Alfredo, La strega, Jenny è pazza… ma soprattutto Siamo solo noi. In tempi in cui non c’erano i social ci siamo impegnati molto con i manifesti, passavamo le serate in giro per i paesi per attaccarli nei posti più visibili».
E fra questi anche un megaposter che riportiamo in pagina. «Al primo concerto, che si teneva nella bellissima cornice dei giardini del Castello di Este arrivarono quattromila persone. Vasco era felice e anche noi. È sempre stato così come è adesso, semplice, gentile, generoso, onesto. E quando salì sul palco capimmo tutti che era speciale. Era già una rockstar. Mio marito gli disse “Farai successo”, Vasco rispose “Se è vero ti pago una cena”. Seguirono altri tre o quatto concerti, uno ogni estate, e ogni volta il pubblico aumentava, fino a quando andò a Sanremo con Vita spericolata e i giardini del Castello non bastarono più... Noi abbiamo smesso di organizzare concerti, era solo un hobby, ma non di seguirlo nelle varie città dove si esibiva, ricordo Rovigo, la Romagna, Lodi, Treviso e altre ed eravamo felici per i suoi successi, meritatissimi. Quando ci vedeva veniva a salutarci. Guido Elmi, il suo manager, ci diceva “Ma avete un diesel?”. Erano tempi belli, semplici, gli abbiamo fatto tante foto ma nessuna insieme, sembrava superfluo, era più interessante parlarci, non usavano i selfie».
