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Verso l’esame

Ferrara, cento giorni alla maturità: il traguardo è davvero vicino

Vittorio Negrelli*
Ferrara, cento giorni alla maturità: il traguardo è davvero vicino

Una tappa di crescita per gli studenti tra ansia, entusiasmo e tante emozioni

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Ferrara La maturità non è solo un esame. È un confine. È il momento in cui migliaia di studenti italiani si ritrovano improvvisamente sospesi tra ciò che sono stati per anni, ragazzi seduti tra i banchi di scuola, e ciò che stanno per diventare. Nei corridoi delle scuole si respira un’aria diversa: c’è chi prova a scherzarci sopra, chi finge indifferenza e chi, invece, sente crescere dentro una sottile inquietudine. L’ansia dell’esame, le aspettative della famiglia, il peso delle scelte future. Tutto sembra concentrarsi in una sola data: quest’anno il 18 giugno, il giorno della prima prova dell’esame di Stato. Per molti studenti quel giorno rappresenta molto più di un compito scritto. È la fine di un percorso durato cinque anni, fatto di interrogazioni, verifiche, amicizie, errori e piccole vittorie quotidiane. È il momento in cui si chiude un capitolo della propria vita e, allo stesso tempo, se ne apre un altro ancora tutto da scrivere.

Ed è proprio pensando a quel momento che, improvvisamente, il tempo sembra accelerare: ogni settimana che passa rende l’esame sempre più reale, sempre più vicino.

Ma facciamo un passo indietro… Prima del 18 giugno c’è una data che per gli studenti italiani ha un significato quasi simbolico: il giorno dei 100 giorni alla maturità. Il 10 marzo, infatti, segna l’inizio ufficiale del countdown. Da quel momento ogni giorno che passa avvicina sempre di più migliaia di studenti al traguardo finale. Questa ricorrenza non è solo un numero sul calendario. È una vera e propria tradizione, profondamente radicata nella cultura studentesca italiana. I “100 giorni” rappresentano una sorta di rito di passaggio: un momento in cui gli studenti si fermano, guardano indietro al percorso fatto e trovano l’energia per affrontare l’ultima parte dell’anno.

Le origini di questa usanza risalgono addirittura all’Ottocento. L’espressione piemontese “mach pì cent”, che significa “ne mancano cento”, veniva utilizzata dai cadetti dell’Accademia Militare di Torino per indicare i giorni che restavano alla fine del loro percorso. Col passare del tempo questa espressione uscì dall’ambiente militare e venne adottata dagli studenti delle scuole superiori, fino a diventare una tradizione diffusa in tutta Italia.

Oggi il giorno dei 100 giorni è vissuto da migliaia di maturandi come una festa collettiva. Non esiste un modo unico per celebrarlo: ogni classe, ogni città, ogni gruppo di amici ha il proprio rito. C’è chi organizza pranzi e grigliate di classe che si trasformano in serate piene di ricordi e risate, chi parte per una piccola gita per staccare dalla routine scolastica e chi preferisce gesti simbolici, come scrivere sulla sabbia il voto che sogna di ottenere all’esame.

In alcune città esistono tradizioni ormai diventate quasi leggendarie. A Pisa, ad esempio, gli studenti compiono 100 giri in Piazza dei Miracoli, un gesto scaramantico che, secondo la tradizione, porterebbe fortuna all’esame. In altre città si organizzano eventi, raduni e iniziative pensate proprio per i maturandi, trasformando questo momento in una vera celebrazione collettiva.

Anche il mondo della cultura e dello spettacolo negli ultimi anni ha iniziato a rendere omaggio a questa ricorrenza. A Roma, ad esempio, l’evento “Notte prima degli esami 3.0” celebra simbolicamente l’inizio del conto alla rovescia verso la maturità. Il 10 marzo, alle 19:15, il film viene presentato al Cinema Adriano in una speciale première alla presenza del cast, trasmessa in diretta streaming in 100 cinema di tutta Italia, proprio per coinvolgere gli studenti nell’avvio di questo ultimo tratto del percorso scolastico.

Ma al di là delle tradizioni, delle feste e dei riti scaramantici, i 100 giorni rappresentano soprattutto qualcosa di più profondo. Sono il momento in cui gli studenti prendono coscienza che il traguardo è davvero vicino. È il tempo delle ultime interrogazioni, degli ultimi ripassi, delle ultime giornate passate nei corridoi della scuola con i compagni di classe che per cinque anni sono stati parte della propria quotidianità. Tra ansia e entusiasmo, tra paura e voglia di futuro, i 100 giorni alla maturità diventano così una tappa simbolica di crescita. Un momento che racchiude tutte le emozioni di chi sta per lasciare il mondo della scuola e affacciarsi alla vita adulta. 

*studente 5Q liceo Ariosto e giornalista di Scuola 2030

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