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In tribunale

Ferrara, picchiata dal compagno che le estorceva anche soldi per la droga

Daniele Oppo
Ferrara, picchiata dal compagno che le estorceva anche soldi per la droga

Un uomo di 50 anni finisce a processo per maltrattamenti in famiglia

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Ferrara Insultava e picchiava la compagna anche due o tre volte alla settimana, soprattutto per farsi consegnare i soldi che gli servivano per comprare la droga e poi, dopo la fine della relazione, perché non accettava che lei avesse un nuovo fidanzato. Comportamenti violenti tenuti anche in presenza dei figli piccoli della coppia: in un’occasione ha persino rischiato di far male al maggiore quando, dopo una spinta, la donna è caduta addosso al bambino che, per fortuna, non si è fatto nulla, mentre lei ha riportato cinque giorni di prognosi.

Un uomo di 50 anni è a processo per maltrattamenti in famiglia e per estorsione, perché in più occasioni, con violenze morali e fisiche, si è fatto consegnare denaro dalla compagna – una trentenne – che poi usava per la droga. Somme comprese tra i 20 e gli 80 euro. Due gli episodi estorsivi contestati in particolare: nell’aprile 2022 l’uomo avrebbe torto il pollice destro della compagna per farsi dare 20 euro e un anno dopo l’avrebbe spintonata, insieme al padre, per ottenere altri soldi, senza però riuscirci.

Ieri si è tenuta un’udienza del processo iniziato il 25 ottobre scorso davanti al tribunale in composizione collegiale. È durata poco perché avrebbe dovuto comparire il padre dell’imputato, citato come testimone, ma non si è presentato. È emerso che potrebbe avere gravi problemi di salute, da verificare e formalizzare: per questo il tribunale ha disposto una nuova citazione, con eventuale accompagnamento coattivo previa verifica del suo reale stato di salute.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i maltrattamenti si sono verificati in un arco temporale che va almeno dal 28 novembre 2021, data del primo episodio contestato, fino al 21 aprile 2023, quando l’uomo ha tentato di estorcere denaro sia all’ex compagna che al padre, con violenza e con minacce – anche di morte – inviate via WhatsApp. L’udienza è stata aggiornata all’11 giugno. La donna si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Saverio Stano, mentre l’imputato è difeso dall’avvocata Veronica Tomasi. 

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