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Il caso

Cupola geodetica a Diamantina: il Comune affida l’incarico legale

Cupola geodetica a Diamantina: il Comune affida l’incarico legale

L’amministrazione vigaranese l’aveva dichiarata abusiva insieme ai due gazebo. La Pro Loco ha presentato ricorso al Tar, l’ente ha individuato l’avvocato Sgarzi

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Diamantina Ricordate la vicenda della cupola geodetica installata nella storica Villa Diamantina, considerata abusiva lo scorso dicembre? Ebbene, si va per le vie legali con il Comune di Vigarano Mainarda che ha affidato il servizio di patrocinio legale per difendersi nella causa intentata dalla Pro Loco Diamantina Aps. Con ricorso notificato lo scorso 3 febbraio al Tar, Pro Loco Diamantina ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza comunale n. 65 del 4 dicembre di demolizione e rimessa in pristino. L’ordinanza era stata adottata ai sensi della legge regionale 23 del 2004 che disciplina l’ingiunzione a demolire e ripristinare opere abusive su aree soggette a vincolo di inedificabilità e gli effetti acquisitivi in caso di inottemperanza.

Il Comune di Vigarano Mainarda ha affidato l’incarico (affidamento diretto) all’avvocato Simone Sgarzi del Foro di Ferrara. Il preventivo è per complessivi 14.591,20 euro (compresa l’Iva), somma inserita al bilancio del corrente esercizio. Qualora intervenisse un accordo in corso di causa, vengono impegnati 3.200 euro qualora si verifichi l’eventualità, oltre al pagamento dell’attività effettivamente eseguita fino a quel momento.

La vicenda

Oltre alla cupola vanno rimossi anche i due gazebo nel giardino, tutto installato nel 2023. A stabilirlo il Comune di Vigarano che ha ordinato il ripristino dei luoghi, informando del provvedimento anche la Procura di Ferrara. Da tempo sulla cupola, alta circa 9 metri e del diametro di oltre 18, utilizzata per accogliere ospiti e iniziative - fra cui alcune feste della Pro Loco - si è fatto un lungo discutere. La questione era stata sollevata a giugno dalla consigliera comunale di minoranza Agnese De Michele, che aveva chiesto conto in Consiglio comunale dell’abuso edilizio nell’area cortiliva. Il primo controllo della Polizia locale con i tecnici comunali è datato 17 giugno e in effetti viene dato conto dell’esistenza di una “tensostruttura” geodetica, con annesso gazebo di forma quadrata. Ne è nata una fitta corrispondenza fra le parti, tesa a risolvere bonariamente la questione. La Pro Loco, con il proprietario dell’area, aveva tentato di controdedurre le contestazioni avanzate dall’ufficio tecnico ma senza successo e così il 30 settembre l’associazione ha depositato la pratica edilizia che anticipava lo smontaggio.

A novembre l’ultima comunicazione: tra il 9 e il 12 dicembre la cupola e tutto il resto sarebbero stati disinstallati grazie alla disponibilità della ditta installatrice al fine di mantenere la garanzia della struttura. Il 4 dicembre l’ordinanza comunale indirizzata alla Pro Loco, al proprietario dell’area, alla Procura e la Prefettura. La risposta della Pro Loco non si era fatta attendere: non ci sarà lo smontaggio immediato della cupola. «Una decisione ponderata e responsabile - scriveva Claudio Radiosi, presidente Pro Loco annunciando il ricorso al Tar - presa per tutelare l’associazione, il lavoro dei volontari e l’interesse della comunità, affinché in sede giurisdizionale siano valutati tutti gli elementi di fatto e di diritto emersi durante il procedimento». 

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