Fusioni in provincia di Ferrara, abitanti poco soddisfatti
Da Terre del Reno a Riva del Po, tanti non vedono gli effetti dei contributi statali
Ferrara Siamo partiti dal primo Comune fuso nella nostra provincia, Fiscaglia, e siamo giunti a chiudere il cerchio a Riva del Po. Sono state ascoltate decine di cittadini dei quattro Comuni uniti e il bilancio generale non è molto soddisfacente. In certi paesi – nonostante l’impegno delle diverse amministrazioni comunali – c’è ancora un campanile molto forte: questo vale soprattutto per Fiscaglia e Tresignana. Per Terre del Reno gli abitanti di Mirabello non sentono il “fastidio” della convivenza con quelli di Sant’Agostino e viceversa perché, visti i territori così estesi, a tanti non sembra nemmeno di condividere il municipio. Anzi, lì e per Riva del Po il problema è proprio dovuto alla geografia: troppi chilometri separano gli abitanti di Ro e di Mirabello dai centri maggiori (in cui sono presenti la maggior parte dei servizi del Comune) di Berra e Sant’Agostino.
In tutte le località c’è stata poi almeno una segnalazione relativa alla confusione degli indirizzi per le spedizioni e sui navigatori: sono molti i casi di omonimia di strade e piazze nelle frazioni sotto lo stesso comune, e ciò provoca da anni diversi disagi e incomprensioni nella consegna della posta e dei pacchi e su siti come Google Maps. E, ancora, diversi cittadini lamentano di non vedere sufficienti investimenti e progetti comunali, realizzabili grazie ai contributi regionali e statali derivanti proprio dalla nascita delle fusioni.
Il quadro dipinto è quasi dappertutto desolante: popolazioni in calo, invecchiamento e un forte senso di abbandono. Questa tendenza generale c’è in effetti: siamo nelle “Aree Interne”, quelle che un tempo erano definite “depresse” e queste criticità esistono da prima delle unioni. Ma viene da chiedersi: le fusioni possono in qualche modo combattere tutto ciò? Stando ai racconti di chi vive in quei territori, la risposta sembra negativa.
Tuttavia, molte delle persone intervistate hanno ammesso di non essere andate a votare quando avrebbero potuto scegliere se accettare oppure no la fusione del proprio Comune. E c’è anche chi critica senza conoscere e senza partecipare alla vita pubblica della propria realtà: a titolo esemplificativo (ma si potrebbe andare avanti), durante il servizio a Sant’Agostino un signore del paese (che non abbiamo riportato sulle nostre pagine) si lamentava del fatto che il Comune non volesse asfaltare la strada in cui vive. Ma la sera prima (a detta sua) c’era stata una riunione in municipio in cui si è discusso proprio di quel tema: l’uomo, però, aveva deciso di non parteciparvi. Alla fine, resta il fatto che ci sono delle grandi problematiche: e i sindaci dei quattro Comuni affermano convinti di impegnarsi per risolverle.
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