Comacchio, giovane finì in coma dopo una gara clandestina: in due a processo
Il ventenne e l’altro automobilista imputati per una corsa notturna sulla Romea a oltre 170 all’ora e finita con un terribile incidente
Comacchio Una gara a tutta velocità sulla Romea finita con un’auto distrutta, un giovane in coma e oggi due imputati a processo.
Per la Procura di Ferrara quella corsa notturna nel territorio di Comacchio, a oltre 170 km all’ora, fu una gara clandestina che si concluse a un passo dalla tragedia.
A processo andranno i conducenti di una Volkswagen Golf (un ragazzo di 23 anni) e di una Mercedes Classe C (un uomo di 34 anni) che, nel marzo di due anni fa, si sfidarono di notte lanciando le auto sulla Romea fino ad almeno 175 km/h, prima che la corsa sfiorasse la tragedia.
Il ventenne alla guida della Golf, da poco patentato e ubriaco, perse il controllo della propria automobile e finì fuori strada, urtando un cartello e la vegetazione a margine della carreggiata, dopo diverse carambole. Riportò lesioni gravissime, giudicate guaribili in oltre 90 giorni, inizialmente con prognosi riservata: fratture alla testa e alla colonna vertebrale, e anche un periodo di coma.
I due devono ora rispondere di diversi reati: entrambi di gara non autorizzata; il più giovane anche di guida in stato di ebbrezza; l’altro di lesioni come conseguenza di altro reato (la gara) e di omissione di soccorso per non essersi fermato dopo l’uscita di strada del ventenne.
Nel fascicolo compaiono, oltre alle indagini dei Carabinieri di Porto Garibaldi, anche le conclusioni della consulenza tecnica affidata dalla sostituta procuratrice Isabella Cavallari all’ingegner Jerri Mancini per ricostruire la dinamica dell’incidente