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L’episodio

Cento, arresto cardiaco mentre è a casa: salvato dall’app e dal vicino

Cento, arresto cardiaco mentre è a casa: salvato dall’app e dal vicino

Un vicino di casa riceve l’alert, lo raggiunge e inizia il massaggio cardiaco. Manovra necessaria in attesa dei soccorsi: il paziente portato in elicottero a Cona

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Cento L’allarme arrivato attraverso la app installata nel telefonino e la rapida decisione di intervenire subito. Sono stati questi i fattori che hanno evitato una tragedia.

La storia, a lieto fine, è successa la sera dell’8 marzo. Un uomo di 56 anni va in arresto cardiaco fra le mura domestiche e i famigliari lanciano immediatamente l’allarme telefonico alla centrale operativa del 118. Dall’altro capo del telefono risponde un infermiere il quale comprende immediatamente la gravità della situazione e attiva il “codice blu”, un passaggio che permette non solo di inviare sul posto i mezzi di soccorso con la massima urgenza, ma lancia anche l’allarme a quanti hanno scaricato sul proprio smartphone la app relativa. Tale applicazione è stata sviluppata dal sistema 118 con l'obiettivo di contribuire a ridurre i tempi di intervento sui casi di maggiore gravità, come nei casi di arresto cardiaco presunto, che si verificano sul territorio regionale, ed è completamente integrata con le centrali operative dell’emergenza sanitaria. Fra le persone che hanno ricevuto l’allarme vi è Stefano Valbonesi, un 60enne del luogo, che in quel momento si trova nella propria abitazione, abbastanza vicina a via Rigone, dove è in corso l’emergenza.

«Ero in casa al computer – dice l’uomo – e quando la app ha iniziato a suonare ho cliccato immediatamente sulla disponibilità e dopo avere indossato le scarpe sono salito in auto per raggiungere il luogo indicato». Una scelta, quella di usare l'automobile, che si è rivelata utile considerata la lunghezza della strada. In quei frangenti viene contattato da un operatore della centrale 118, il quale aiuta il soccorritore al raggiungimento del target attraverso la localizzazione del cellulare. Entrato nell’abitazione ha iniziato le manovre di massaggio cardiaco che gli erano state insegnate nei corsi aziendali dove, oltre ad aver appreso le manovre salvavita, gli è stata comunicata l'esistenza della applicazione per il cellulare.

«In quei momenti non mi sono reso conto di quanto tempo sia trascorso ed ho proseguito il massaggio in continuo collegamento con la centrale fino a quando non sono arrivati gli operatori del 118». Dopo aver effettuato i primi trattamenti intensivi nell’abitazione, i sanitari hanno imbarcato sull’elicottero di soccorso il 56enne che nel frattempo aveva ripreso l’attività cardiaca, e lo hanno trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Cona. «Ho sentito un sentimento di gioia quando dopo qualche giorno mi hanno comunicato che le condizioni della persona che ho soccorso erano migliorate», ha affermato Valbonesi, ancora emozionato per la vicenda.

L’inizio del massaggio cardiaco nei primi minuti dopo l’arresto del cuore può portare alla sopravvivenza fino al 70 per cento dei casi, percentuale che diminuisce con il trascorrere dei minuti. Un’azione che lo stesso Stefano Valbonesi ha eseguito nei confronti di una persona sconosciuta, tra l’incredulità degli abitanti della zona che sono stati richiamati in strada dal rumore dei rotori (in pratica le pale) dell’elicottero. «Ringrazio moltissimo la professionalità degli operatori del 118» ha concluso con gioia Valbonesi al termine del racconto.

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