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Scontro sui grandi eventi a Ferrara: chiesta l’estromissione dall’Unesco

Nicolas Stochino
Scontro sui grandi eventi a Ferrara: chiesta l’estromissione dall’Unesco

Fabbri: «Visibilità mediatica». Le associazioni: «Scempio da non ripetere»

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Ferrara Si accende lo scontro a Ferrara sul Tim Battiti Live Spring e sull’utilizzo del centro storico, con posizioni non sempre concordanti tra amministrazione, associazioni culturali e realtà del territorio. A guidare la risposta istituzionale è il sindaco Alan Fabbri, che replica duramente alle critiche e, soprattutto, alla richiesta avanzata da alcuni di estromettere la città dai siti patrimonio Unesco.

«I soliti mai contenti (...) questa mattina (ieri, ndr) scrivevano all’Ufficio Unesco per chiedere l’estromissione di Ferrara dai siti patrimonio dell’umanità. Sarebbero disposti anche a far perdere alla città questo riconoscimento pur di tentare di riconquistare il feudo perduto e qualche poltrona personale», afferma il primo cittadino. Fabbri rivendica con forza la scelta di portare i grandi eventi nel cuore della città, sottolineando il ritorno in termini di visibilità e turismo: «Raggiungeremo un livello di esposizione mediatica che non abbiamo mai avuto prima. Lo facciamo dalle piazze più iconiche, e non dallo stadio o altri luoghi periferici della città, perché veniamo scelti per questo. Uno stadio più grande del nostro lo hanno in tanti, un campo di papaveri nel nulla lo hanno tutti». Secondo il primo cittadino, l’utilizzo delle piazze storiche rappresenta una leva strategica: «Ferrara oggi non è più la città silenziosa del passato. Giochiamo nella serie A dei grandi eventi. Non permetterò a nessuno di farci perdere opportunità come queste».

Di tutt’altro tenore l’appello di numerose associazioni culturali cittadine, tra cui le sezioni locali del Fai, di Italia Nostra e di Federagit, che parlano senza mezzi termini di «scempio» del centro monumentale. Nel documento congiunto si denuncia l’impatto delle installazioni legate all’evento, descritte come «invasive» e «in contrasto con il valore storico e simbolico dei luoghi». «Un enorme parallelepipedo nero occupa la piazza principale», si legge, insieme alla critica per la presenza di mezzi tecnici davanti alla cattedrale, ritenuta una scelta irrispettosa anche per il periodo liturgico della Quaresima. Le associazioni mettono in discussione la logica stessa dell’operazione: «Poche serate musicali non giustificano la compromissione dell’immagine di un sito riconosciuto a livello internazionale». Da qui la richiesta alle istituzioni di tutela di intervenire per evitare il ripetersi di «questo scempio».

A chiudere il quadro è la presa di posizione del Comitato Ferrarese Area Disabilità, che sposta l’attenzione su un altro fronte: quello dell’accessibilità. «L’evento nato come manifestazione a libero accesso, si sta trasformando in un esempio di esclusione», denunciano i rappresentanti. Nel mirino finiscono numeri e soluzioni tecniche: l’area riservata sarebbe insufficiente rispetto alle normative, con una pedana di dimensioni ridotte e posti limitati. Vengono segnalate anche barriere architettoniche e scelte ritenute discriminatorie, come la separazione degli accompagnatori. «Dire alle persone con disabilità che possono mescolarsi alla folla è pericoloso», sottolinea il Comitato, evidenziando rischi per la sicurezza oltre che una gestione comunicativa giudicata caotica. Tre posizioni che raccontano un conflitto protratto nel tempo: da un lato la spinta alla promozione e alla spettacolarizzazione della città, dall’altro la difesa del patrimonio e dei diritti di fruizione. Un equilibrio ancora tutto da trovare.

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