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L’episodio

Ferrara, volantini contro i magistrati davanti a Tribunale e Procura

Daniele Oppo
Ferrara, volantini contro i magistrati davanti a Tribunale e Procura

Distribuiti nella notte, indaga la Digos: ripresa una persona dalle telecamere

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Ferrara Una decina di volantini contro i magistrati – già distinti per carriera tra pubblici ministeri e giudici – è stata trovata davanti agli uffici giudiziari: quelli contro i pm sono stati lanciati nel cortile d’ingresso della Procura, in via Mentessi; quelli contro i giudicanti distribuiti all’ingresso del Tribunale, in via Borgoleoni. Senza tralasciare, però, il coinvolgimento degli avvocati. 

A ritrovarli sono stati gli addetti alla sicurezza, oggi (19 marzo), all’apertura del Palazzo di giustizia. Il contenuto era decisamente ostile e offensivo: da «pm pezzi di m…» a «Palazzo delle ingiustizie», fino a «giudici collusi» con gli avvocati.

Chi sia stato non è ancora chiaro. Sulla vicenda indaga la Digos, che sta esaminando anche le immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo quanto risulta da fonti investigative, almeno una di esse avrebbe ripreso una persona – verso le 3.30 della notte tra mercoledì e giovedì – mentre lanciava i volantini e li infilava tra le sbarre dei cancelli di via Mentessi e via Borgoleoni, in modo che finissero all’interno delle aree di pertinenza della Procura e del Tribunale. Difficile che dalle eventuali impronte digitali si arrivi a una certezza sull’autore, poiché i volantini sono passati per molte mani prima di finire a quelle degli investigatori.

Dal tono delle frasi non è chiaro se si tratti “solo” del gesto esasperato di qualcuno che si ritiene vittima di un’ingiustizia, oppure di un’azione dimostrativa legata all’attuale campagna referendaria sulla riforma costituzionale della magistratura. O, ancora, di entrambe le cose, fuse in un unico calderone di insulti e accuse.

Quel che è certo è che, all’interno del Palazzo di giustizia estense, pur in assenza di un vero allarme, tra i magistrati prevale la sensazione di essere finiti al centro di un clima di delegittimazione della categoria. Un clima che si è acceso nel corso della campagna referendaria, anche per le posizioni espresse da una parte del fronte del sì – talvolta a livello istituzionale – quella più spigolosa e più incline a interpretare la riforma in chiave punitiva nei confronti di pm e giudici.