La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

Portomaggiore, la parola moschea nell’ordinanza scalda gli animi

Annarita Bova
Portomaggiore, la parola moschea nell’ordinanza scalda gli animi

Il sindaco: «Si è trattato di un errore. C’è solo un centro culturale»

3 MINUTI DI LETTURA





Portomaggiore Un’ordinanza dirigenziale con dicitura «non corretta» ha riacceso gli animi a Portomaggiore, con il sindaco Dario Bernardi costretto, ancora una volta, a dare spiegazioni e a rassicurare sul fatto che «no, non c’è e non ci sarà nessuna moschea a Portomaggiore». Ma cosa è successo esattamente? Nei giorni scorsi è stata pubblicata nell’albo pretorio un’ordinanza su alcune modifiche alla circolazione in occasione della manifestazione religiosa che sancisce la fine del Ramadan (oggi o domani). Si tratta di un evento molto partecipato, vista l’alta presenza di cittadini islamici. Il punto è che nella stessa si legge “a tale evento parteciperà un numero molto elevato di persone che si recheranno alla moschea”. Una parola che ha fatto balzare tutti dalla sedia, sindaco compreso.

«Allora? Ci prendono in giro? - l’intervento della Lega Portomaggiore - Lo scrivono due volte sullo stesso documento ufficiale “moschea” e deviano il traffico per adeguarsi a qualcosa per la quale, probabilmente, quel posto, non è abilitato pensando anche molto banalmente, ai soli parcheggi, o al rapporto metratura/affluenza e alla sicurezza in quei giorni». Va specificato che a Portomaggiore c’è un centro per la preghiera, che accoglie un discreto numero di persone e su cui si è sempre dibattuto a lungo. «Una amministrazione comunale che gioca a nascondino con i propri cittadini non merita di essere confermata - vanno avanti dalla Lega -. I cittadini non sono “fessacchiotti” e hanno occhi e testa per capire cosa succede realmente in paese. Raccontare storie diverse non fa altro che aumentare la tensione collettiva. La giunta Bernardi desidera la costruzione di moschee? Lo dica e lo metta nel suo prossimo programma elettorale».

La risposta del sindaco

Bernardi smentisce ancora una volta l’intenzione di far sorgere una moschea. «L’ordinanza riportava un evidente errore materiale, per una negligenza fatta da chi ha scritto il documento, usando un termine “moschea” che non è quello appropriato», dice il sindaco.

«Non è ovviamente cambiata la destinazione urbanistica e quello rimane centro culturale, come da autorizzazioni rilasciate anni fa, e restano valide tutte le spiegazioni già date in consiglio comunale. È stata già emessa una nuova ordinanza corretta». La destinazione d’uso di centro culturale «non vieta la riunione per preghiera, anche questo l’ho già ribadito più volte - va avanti -. Abbiamo affrontato la questione viabilità come richiesto dai residenti e come è necessario fare sapendo che ci sarà afflusso come ogni anno. Mi sembra che si sia colta l’occasione ghiotta per sollevare una polemica che si ripresenta continuamente, una polemica che però non modifica la realtà. Credo che se ci fossero elementi di irregolarità, chi solleva la polemica dovrebbe procedere oltre a questo con le vie di fatto». Infine, «noi ci occupiamo delle questioni urbanistiche e di viabilità, e siamo dalla parte della legge: ogni volta che leggo cose come queste mi sembra che in realtà ci sia un problema ben diverso, ma le continue battaglie a sfondo religioso di cui qualcuno si fa promotore non ci interessano, e non fanno parte dei nostri compiti».