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L’episodio

«Volevano rapire un bambino»: allerta da un falso profilo del sindaco di Tresignana

Annarita Bova
«Volevano rapire un bambino»: allerta da un falso profilo del sindaco di Tresignana

Perelli su tutte le furie: «Si sono appropriati della mia identità». Immediati i controlli dei carabinieri, per sicurezza, in tutte le scuole

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Tresigallo «Attenzione, hanno cercato di rapire un bambino davanti alle scuole di Tresigallo». La notizia, terrificante e del tutto infondata, è arrivata direttamente dal profilo (finto anche quello) del sindaco di Tresignana Mirko Perelli mandando in agitazione non solo i cittadini del suo comune, ma anche di quelli limitrofi. Con tanto di carabinieri che hanno fatto per precauzione il giro di tutti gli istituti. «Sono già stato a fare denuncia - assicura il primo cittadino -. Si tratta di un fatto grave e mi dispiace anche che le forze dell’ordine debbano stare dietro a cose de genere. Spero che arrivino presto ai responsabili».

Allarme

In realtà gli episodi sono due. In un primo messaggio l’allarme circa la presenza di due donne «sorprese a fare foto e video fuori dalle case. Avevano un furgone parcheggiato poco lontano con uomini che le attendevano a bordo. Fate attenzione, sono già stati allertati carabinieri e Polizia locale che stanno perlustrando la zona». Quindi, ancora più grave, «un secondo avviso, sempre a mio nome, in cui veniva raccontato l’episodio del finto rapimento davanti alle scuole - va avanti Perelli -. E qui lascio immaginare che macchina si è dovuta mettere in moto. Evidentemente ci sono persone talmente impegnate nel quotidiano che non hanno di meglio da fare che diffondere allarmi distogliendo tempo ai sindaci che, credetemi, hanno già abbastanza problemi reali da affrontare che non dedicarsi a scellerate invenzioni di inutili idioti». Ed è sempre il sindaco a ringraziare «il personale dell’Arma dei carabinieri che immediatamente si è attivato nelle scuole di Tresignana per verificare, comunque, che tutto fosse a posto, nonostante le rassicurazioni avute da me in merito ad un allarme rapimento mai lanciato. Smentisco ancora una volta nel modo più assoluto questa falsa notizia. Aggiungo e ammonisco che il procurare allarme ed il sostituirsi ad una persona sono reati». Il punto è che in brevissimo tempo i messaggi son stati condivisi nelle varie chat, creando una sorta di caos. «L’invito ai cittadini è quello di non soffermarsi mai al titolo sensazionalistico su social o mezzi di informazione in genere, ma di entrare nel merito della notizia approfondendo il testo, e di assicurarsi della fonte verificandola, prima di divulgare inutilmente fake news che possono solo generare confusione e creare allarme, distogliendo anche le forze dell’ordine da cose più urgenti, gravi e soprattutto reali».

Denuncia

Il sindaco Perelli ha fatto denuncia, e non solo. «Diffido chiunque quindi a condividere o divulgare questa falsità. Chi lo farà potrà essere chiamato a risponderne davanti alla legge». La notizia, falsa, è passata da chat in chat e gli screenshot sono stati caricati su decine di profili, «e questo non va bene. Un sindaco non si mette a pubblicare notizie del genere sui social e tantomeno agisce mandando messaggi vocali». Insomma, Perelli ha cercato in ogni modo di far capire a genitori e nonni preoccupati che «sul territorio non si aggira nessun furgoncino bianco con a bordo rapitori di bambini, che nessuno è stato aggredito di fronte a una scuola o asilo e non ci sono stati rapimenti di alcun tipo. Tutto falso. È una notizia che gira da mesi e che non trova alcun fondamento»