La Nuova Ferrara

Ferrara

Il traguardo

“Marty”, il maestro vetraio che trae ispirazione dalla sua Berra

“Marty”, il maestro vetraio che trae ispirazione dalla sua Berra

Collezione appena esposta alla Galleria Thuillier: «A Parigi un successo oltre le aspettative»

3 MINUTI DI LETTURA





Berra Uno studio a Berra. Da lì partono tutte le invenzioni del maestro vetraio Marty, al secolo Lorenzo Tartari. Particolare attrazione e interesse ha suscitato la sua nuova creazione. Seduto alla scrivania, davanti al computer, Marty ha foggiato l’ultima opera che è stata esposta alla Galleria Thuillier, storica realtà espositiva situata nel cuore pulsante del Marais, noto quartiere di Parigi. «Un successo oltre le aspettative – ci racconta Tartari – in un contesto veramente bello, suggestivo e importante».

Nel suggestivo scenario delle sue sale espositive e delle ampie vetrine affacciate su una delle zone più vivaci di Parigi, la galleria rappresenta da decenni un punto di riferimento per l’arte contemporanea parigina e offre una visibilità privilegiata agli artisti, grazie a un flusso costante di visitatori e alla sua posizione strategica nel quartiere artistico per eccellenza. In questo prestigioso contesto il maestro vetraio muranino Marty ha esposto nel gennaio scorso la sua collezione, dove c’è stata anche la videoproiezione delle opere partecipanti al Premio Maestri a Parigi.

Nato a Ferrara nel 1957, Tartari si forma presso l’Istituto tecnico Nicolò Copernico della sua città, sviluppando fin da giovane un approccio progettuale rigoroso e una naturale propensione alla sperimentazione. L’attuale residenza berrese del maestro vetraio Marty è diventata luogo di ispirazione continua, perché da lì sono già uscite diverse collezioni. Il momento decisivo della sua carriera arriva nel 1983, quando disegna un vaso con girasoli per la storica vetreria Fratelli Toso di Murano. L’entusiasmo con cui il progetto viene accolto segna l’inizio del suo percorso sull’isola del vetro, luogo simbolo di una tradizione secolare che Tartari saprà reinterpretare con spirito libero, personale e decisamente contemporaneo. Dopo alcuni anni di intensa attività in fornace Tartari diventa maestro vetraio. “La ricerca artistica di Lorenzo Tartari si inserisce con autorevolezza e sensibilità nel solco della grande tradizione vetraria muranese – scrive di lui Sandro Serradifalco, critico d’arte e fondatore della casa editrice Centro diffusione arte –, rinnovandola dall’interno e dimostrando come il vetro, materiale antico e nobile, continui a essere uno dei linguaggi più versatili e attuali della contemporaneità. In un tempo in cui il confine tra artigianato, design e arte si fa sempre più fluido, il lavoro di Tartari si colloca in una dimensione autonoma e consapevole, capace di coniugare sapere tecnico, visione formale e tensione sperimentale”.

Tradizione e ricerca emergono con forza nelle opere della serie “Vimini”, dove il vetro di Murano, lavorato a canne in cristallo e blu cobalto, da vita a un equilibrio raffinato tra luce, colore e struttura. Accanto a questa ricerca, la serie “Tessuto” rivela un ulteriore livello di maturità poetica e concettuale. Tartari ha esposto in Italia e all’estero, ottenendo numerosi riconoscimenti e il consenso del pubblico e della critica. I suoi lavori sono stati pubblicati in prestigiosi cataloghi e importanti riviste d’arte, a conferma della solidità e della coerenza di una ricerca che continua a evolversi nel segno della sperimentazione. Con quest’ultima “opera” il berrese Tartari ha fatto nuovamente centro. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA