“Memorie olfattive”, il docufilm su Meo Fusciuni all’Apollo di Ferrara
Il racconto sincero di uno dei profumieri italiani più celebrati a livello internazionale
Ferrara Lunedì 23 marzo, alle 21, l’Apollo Cinepark di Ferrara si trasforma in tempio della memoria olfattiva con la proiezione speciale di “Memorie olfattive”, il docufilm dedicato a Meo Fusciuni, pseudonimo di Giuseppe Imprezzabile, tra i profumieri italiani più celebrati a livello internazionale, un ritorno atteso in città, dopo l’evento di febbraio per il trentesimo dell’associazione Giulia Onlus. Diretto da Francesco Spagnuolo per Angelika Vision e distribuito da Unicorn, il documentario dura 56 minuti e non si limita a illustrare tecniche di laboratorio, ma indaga l’essenza psicologica del mestiere: «Non è mai stata fatta un’indagine su cosa c’è dietro la psicologia del profumiere, molti hanno indagato sul come, questa è una ricerca emozionale», spiega Imprezzabile.
Il personaggio
Nato chimico alle superiori e laureato in tecniche erboristiche all’università di Parma, approda alla profumeria sedici anni fa «per un accadimento, un viaggio che ha cambiato la mia vita, i miei sogni erano da erborista ed etnobotanico». Con Federica Castellani, direttore artistico del brand, dà vita a Meo Fusciuni Parfums, un progetto che rifiuta logiche di mercato: «Non abbiamo mai cercato di creare qualcosa per il mercato, raccontiamo la nostra vita di viaggiatori, il profumo non è status symbol ma uno stato mentale». Il processo creativo scaturisce da emozioni vive: «L’emozione di un viaggio in India, Cambogia, Nord Europa, Giappone mi spinge a scrivere diari, da quei frammenti nascono i profumi», racconta, passando poi alla fase chimica dove i pensieri si fanno molecole. Un esempio è “Varanasi”, ispirato all’India: «Il viaggio più devastante per l’anima, un contrasto culturale oltre l’occidentale, l’impronta olfattiva è rimasta tre anni nella mia mente prima del profumo, lacerante e indelebile».
Oggi gestisce 10-12 progetti annui, tra collezione propria e brand di moda: «Prima stavo un anno su un profumo, ora divido le fasi emotive, è la parte più difficile». Il film intreccia una lunga intervista intima, archivi di viaggi indiani e cambogiani, fotografia evocativa di Claudio Zamarion con slow motion e luci sensibili, musiche di Giacomo Trovaioli e montaggio di Valentina Romano. Racconta l’abbandono della Sicilia, l’amore per la letteratura e la musica, il viaggio a Istanbul che segna la svolta, fino al premio Accademia del Profumo 2024 per “Viole Nere”, miglior fragranza artistica indipendente. «Siamo tutti legati alla memoria: chi all’udito, chi all’olfatto; l’odore è la memoria più profonda. Io mi sono allenato per 16 anni a sentire con occhi chiusi, riportando ricordi più veloci; le immagini sono sovradosate e cancellano l’identità mnemonica».