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Il caso

Ferrara, ha perso il compagno di una vita: in tre mesi deve lasciare la casa

Davide Bonesi
Ferrara, ha perso il compagno di una vita: in tre mesi deve lasciare la casa

Non fu fatto il testamento. Ora la donna chiede aiuto: «Non so dove andare»

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Ferrara All’inizio di quest’anno raccontammo la storia di una donna residente da tempo nel comune di Ferrara che, perso il compagno praticamente di una vita, si è di fatto ritrovata senza un tetto, visto che in assenza di testamento alla morte di lui l’abitazione dove viveva la coppia e altre due case di proprietà dell’uomo, affittate in un altro paese del comune di Ferrara, sono andate con l’eredità ai cugini del defunto. Ebbene, dopo un lungo tira e molla, con la donna che aveva prima accettato poi rifiutato la somma proposta dai familiari dell’uomo per uscire dalla casa, ora il tribunale di Ferrara ha stabilito che lei è costretta a lasciare l’abitazione dove ha vissuto con il compagno per oltre 22 anni. «Mi hanno dato tre mesi di tempo ma io non so davvero come fare, qui ci ho fatto mezza vita» si sfoga la signora. La legge però non si discute, soprattutto in assenza di un testamento, il vero problema in questa vicenda.

E così ecco l’appello della donna attraverso il nostro quotidiano: «Qui dove vivo ho un piccolo lavoro che mi aiuta a tirare avanti, per questo sto cercando una sistemazione nei dintorni. Nulla di esorbitante, mi bastano due camere, tanto da quando è morto il mio compagno sto vivendo comunque in una situazione disagiata. Spero che qualcuno possa darmi un aiuto». Per chi fosse disponibile ad aiutare la donna o avesse una sistemazione a costi non esorbitanti è possibile contattare la nostra redazione al 347.9945649.

La vicenda

Quando avevamo scritto di questa storia molto triste avevamo citato Stieg Larsson, lo scrittore della fortunata trilogia “Millennium”, deceduto in giovane età. Alla sua morte la compagna che gli era sempre stato al fianco (soprattutto nei momenti difficili, in cui non era ancora famoso) intraprese un’aspra battaglia legale con i familiari di Larsson per l’eredità. Ecco, questa vicenda è molto simile, anche se mancano in ballo ci sono cifre certamente inferiori. Una situazione causata dal fatto che la donna e il compagno, deceduto, non si sono sposati nonostante i tantissimi anni di relazione e così, al momento del decesso, l’eredità è andata ai cugini del defunto, che poi hanno chiesto alla compagna di una vita del loro parente di lasciare la casa dove i due vivevano.

«Abitavo in questa grande casa da 22 anni con lui ma eravamo fidanzati già da prima» ci raccontò addolorata la signora. Ma oltre a non essersi sposati, l’uomo neppure aveva redatto un testamento che potesse aiutare la compagna di sempre: «Purtroppo non lo ha fatto, così sia questa abitazione che due di sua proprietà e affittate in un altro paese sono andate ai suoi cugini. Quando sono venuta a vivere qui mi aveva detto di smettere col mio lavoro, diceva che non c’era bisogno, bastava il suo lavoro e le altre entrate... purtroppo con la sua morte ho perso il mio compagno e ora rimango senza una casa».

«È una situazione complessa e difficilmente potrà finire favorevolmente - ci diceva in gennaio il legale della donna -, anche se è sempre stata al fianco di quell’uomo. Per me si tratta di un chiaro caso di violenza morale: non l’ha sposata e non l’ha regolarizzata».

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