Incidente in via Canonici a Ferrara, inizia il processo sulla morte di Alessio Maini
Maini era in sella alla sua moto quando perse il controllo del mezzo e venne sbalzato finendo con la testa contro un’auto parcheggiata in divieto di sosta
Ferrara È iniziata lunedì 23 marzo l’assunzione delle prove nel processo sulla morte di Alessio Maini, 38 anni, deceduto nella notte tra il 10 e l’11 agosto 2023 in un incidente in via Canonici. Maini era in sella alla sua moto quando perse il controllo del mezzo e venne sbalzato, finendo con la testa contro una Citroën C3 parcheggiata in divieto di sosta all’altezza dell’incrocio con via Pareschi.
A processo è la proprietaria dell’auto, assistita dall’avvocato Antonio Boldrini: per la Procura, il parcheggio irregolare – a meno di cinque metri dall’incrocio – rappresenta una delle concause dell’incidente, insieme all’alta velocità del motociclista e al suo stato di alterazione alcolica.
Accanto al procedimento principale resta aperta anche l’indagine sull’eventuale ruolo di un avvallamento dell’asfalto in via Canonici. Quella buca, già segnalata da residenti e considerata inizialmente possibile causa della perdita di controllo, fu ripianata dalla Polizia locale la stessa notte. Un intervento immediato che aveva sollevato perplessità.
La consulenza tecnica disposta dalla Procura ha escluso che l’avvallamento abbia inciso sulla dinamica, mentre quella della famiglia – rappresentata dall’avvocata Kethy Bracchi – sostiene la tesi opposta.
Nell’udienza di lunedì la giudice Valentina Camurri ha ascoltato i primi testimoni: gli ispettori della Polizia locale, un infermiere del 118 e alcuni ragazzi che avevano trascorso la serata al pub Rhein e Meuse, collocato all’inizio di via Canonici, lato via Bologna. Quella notte, infatti, Maini era stato al pub poco prima di avere l’incidente. I ragazzi hanno riferito di un’accelerazione molto forte al momento della partenza, rumore ricordato anche da diversi residenti la mattina seguente, insieme al boato dell’impatto della moto con l’auto. Uno degli ispettori ha inoltre dichiarato che, al momento dei rilievi, non risultavano segnalazioni né al comando della Polizia locale né al poliziotto di quartiere sulla buca poi livellata. Un affermazione che contrasta con quanto si era appreso nell’immediatezza del fatto da parte di diversi residenti.
Il processo proseguirà il 7 luglio con l’audizione di altri testimoni.
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