Quei voti in cerca d’autore
L’editoriale del direttore de la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio
Quando un referendum diventa un voto politico e non di merito, è lecito provare ad identificare qualche assonanza su ciò che può rappresentare, a cascata, sui partiti. A livello nazionale il centrodestra, con una affluenza così significativa, ha incassato il colpo negativo su uno dei punti del programma elettorale. La maggioranza dice compatta che non influirà sul futuro, ma il dato di fatto è che oggi il consenso è innegabilmente calato.
Il centrosinistra non unito si gode la vittoria, ma adesso inizia la vera partita, quella che porterà all’individuazione del candidato del campo largo. A livello locale la domanda è diretta e molto semplice. Questa consultazione ha cambiato la geografia del voto in provincia? Intanto ha incassato una partecipazione maggiore alle urne, segno che qualcosa sta cambiando. E, se fossero confermati i flussi dei voti dalle analisi puntuali dei prossimi i giorni, la politica si chieda come fidelizzare il voto dei tanti giovani che questa volta non hanno disertato le urne. Ma c’è un dato particolare: alle Comunali il centrodestra prese 41mila voti con 72mila votanti e la lista Fabbri 20mila solo suoi; stavolta il sì prende 30.500 voti con 68mila votanti. Fabbri muove da solo almeno 9mila voti. Il centrosinistra in città questo traino non ce l’ha. Parte dalle Amministrative 2024 con 25.546, ieri il No lo hanno votato 30.599 elettori. Saranno tutti convinti del campo largo? Forse no, ma interrogarsi su come trattenere quei cinquemila voti alle prossime Comunali sarà la sfida dei prossimi mesi.
