Lidi, stabilimenti balneari in ginocchio dopo l’ondata di maltempo
Scoperchiato il Due Stelle di Porto Garibaldi. Danni al Bagno Marrakech di Lido Spina
Lidi e Comacchio Raffiche di vento superiori ai 100 chilometri orari hanno sferzato anche il litorale, trasformando in poche ore, gli stabilimenti balneari ormai pronti ad accogliere i primi turisti del week end delle Palme e di Pasqua, in uno scenario a tratti impressionante. Recinzioni divelte, giochi per bambini rovesciati, gazebo strappati via, tetti di alcuni stabilimenti scoperchiati: l’ondata di maltempo che, dalla scorsa notte si è abbattuta sulla costa ha cancellato il lavoro di settimane degli imprenditori balneari, impegnati negli ultimi preparativi per i primi ponti di primavera. Una stagione che doveva cominciare nel segno della ripartenza, si apre invece con l’ennesima conta dei danni.
Distrutti
Al Bagno Due Stelle di Porto Garibaldi «dobbiamo raccogliere con secchi e bacinelle l’acqua piovana che sta allagando la sala del ristorante, filtrata dal tetto, dopo che il vento ha strappato la guaina di protezione – ha commentato amareggiato, Mauro Farinelli, uno dei titolari – e in più siamo rimasti senza luce». In centro storico a Comacchio colpita la pedana ricavata su un’imbarcazione, della Locanda “La Comacina”, dove le folate di vento hanno capovolto e distrutto il tendone di copertura, danneggiando anche una parte dello scafo, che si è conficcata nella sponda del canale Maggiore. Non si contano gli alberi e i rami, anche di grosse dimensioni caduti lungo le strade, tra cui un pino secolare che, in via Ancona, al Lido Estensi, è letteralmente piombato sullo scuolabus parcheggiato, sfondando la parte posteriore della carrozzeria ed alcuni vetri. Fortunatamente non si registrano feriti. Danni ingenti, anche alle attrezzature esterne dei Bagni, tra cui il Sayonara ed il Medusa al Lido Estensi ed il Marrakech del Lido Spina, che si accingevano a dare il benvenuto ai turisti dei prossimi fine settimana di primavera.
«Abbiamo lavorato per 2 settimane per niente, perché ora dobbiamo ricominciare da capo – ha dichiarato Paolo Cavalieri del Bagno Sayonara -; la tramontana di stanotte ha distrutto tendoni, insegne lasciando sabbia ovunque. I teloni erano nuovi e sono già da riacquistare e la stagione non è ancora partita. Siamo comacchiesi e devo riconoscere che un vento di questa portata non lo si vedeva da un bel po’».
Rimboccandosi le maniche gli operatori balneari cercheranno, tuttavia, di far trovare bagni, ristoranti e strutture, quanto più possibile, pronti per i loro clienti dei prossimi weekend. Il sindaco di Comacchio Pierluigi Negri, mantenendo un contatto diretto con il settore tecnico, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, ha assicurato che «sono caduti molti alberi, ma la situazione è sotto controllo, anche per quanto riguarda il portocanale».
Vento di Bora
Ai Lidi Nord la situazione risulta meno preoccupante, perché, come ricorda Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido Volano, «bora e tramontana arrecano meno problemi rispetto al vento di scirocco. Le strutture non sono state intaccate. Alberi caduti in strada, in via della Spiaggia, ostruivano il passaggio, ma sono intervenuti gli operai forestali. Sono caduti segnali stradali ed insegne». Ai lidi Pomposa, Nazioni e Scacchi le dune di protezione invernale hanno retto l’onda d’urto della mareggiata, ma «si sono spaccate diverse insegne – ha commentato Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari -, e quella del mio bagno era rimasta a penzoloni, per cui, per evitare danni, ho dovuto intervenire tempestivamente».
Danni anche a Vaccolino, dove nel campo sportivo si è scoperchiato il tetto delle cucine e sono state danneggiate le panchine. Non è andata meglio nell’oasi di Canneviè a Volano, dove il gestore Ottorino Zanellati ha lamentato la caduta di alcuni pini secolari e la distruzione di tendoni e gazebi, rimasti in balìa delle forti raffiche di vento per ore. A Volania, è caduto sotto l’impeto del vento, un olivo di oltre 4 metri di altezza, ma tra il capoluogo, i lidi e le frazioni la conta dei danni partirà solo dopo la bonaccia.
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