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Il Medio Oriente spaventa i turisti. Da Ferrara viaggi cancellati e le agenzie cercano soluzioni

Andrea Mainardi
Il Medio Oriente spaventa i turisti. Da Ferrara viaggi cancellati e le agenzie cercano soluzioni

Tanti voli verso il Golfo rimandati e cancellati a causa della guerra in Iran. C’è chi cambia destinazione o spera nel rimborso. Ripercussioni anche sul turismo nelle città d’arte dell’Emilia Romagna

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Ferrara Oltre ai prezzi di benzina e diesel in impennata, l’attuale crisi in Iran sta mettendo a dura prova anche il comparto delle agenzie viaggi le quali devono fare i conti con molti clienti spaventati che disdettano le proprie vacanze oppure con grossi problemi legati ai voli di collegamento con varie destinazioni in tutto il mondo. Da queste dinamiche non sfuggono anche le agenzie ferraresi le quali hanno fornito il loro punto di vista sulla situazione attuale.

Lo snodo Dubai

«Le cancellazioni sono arrivate soprattutto da chi voleva andare a Dubai o lì aveva uno scalo – spiega Silvia Zannini, titolare dell’agenzia Linktours –. Ci sono stati purtroppo disdette anche da parte di chi aveva come destinazioni Mauritius o le Seychelles dato il calo di voli che ha coinvolto la compagnia aerea Emirates in queste ultime settimane. Come agenzia abbiamo comunque sempre proposto rotte alternative, ma altri clienti hanno preferito rimandare i propri viaggi in momenti più tranquilli. Questo discorso non vale necessariamente per tutte le mete. Abbiamo infatti gruppi che a fine aprile hanno confermato la partenza per l’Egitto, la Giordania o il Marocco. La destinazione preferita per le vacanze pasquali? Quest’anno direi che Londra è molto di tendenza».

Crescono i costi

«Cali di prenotazioni dovuti a clienti spaventati», sono confermati anche dal direttore tecnico dell’agenzia Geotour, Lucio Piazzi. «Chi aveva progettato di partire per quell’area ha rimandato durante quest’ultimo mese di tensioni internazionali. In generale abbiamo notato differenze con lo scorso anno: innanzitutto le festività pasquali sono più diluite mentre nel 2025 c’era stato un “mega ponte”. Vi è poi un problema di tipo economico dovuto al costo sempre più crescente dei viaggi da un lato e la stagnazione del potere di spesa degli italiani dall’altro. Gli stranieri invece possono permettersi spese più alte che a loro volta fanno impennare i prezzi degli alberghi sia in Italia che all’estero. Giocoforza i clienti sono allora costretti a rinunciare a qualche servizio pur di partire».

Cambia la meta

Uno scenario simile si è presentato anche all’agenzia Marfisa Viaggi: «Tutti coloro che si muovevano verso l’Oriente hanno modificato la rotta o disdetto il proprio viaggio – racconta Anna Maria Guarnieri, socia dell’agenzia –. I voli che passavano da lì non erano più garantiti così come le coincidenze. Compagnie come Emirates quantomeno hanno offerto dei rimborsi per i viaggi saltati. Abbiamo avuto clienti che hanno scelto cambi di meta anche radicali dirigendosi verso il Brasile. La clientela non ha avuto timori invece a dirigersi verso l’Egitto specialmente quanto si trattava di effettuare crociere sul Nilo. In generale abbiamo ravvisato un aumento di viaggi verso gli Stati Uniti ma anche prezzi triplicati per quanto riguarda diverse compagnie aeree internazionali, seguite purtroppo a ruota da quelle europee».

Lo studio

Un’ulteriore certificazione di questo momento particolare arriva anche dal Centro Studi Confesercenti Emilia-Romagna il quale ha registrato quasi il 100% di annullamenti per destinazioni verso il Medio Oriente. Per i paesi limitrofi questa percentuali arriva al 15% e più della metà delle richieste sono state riconvertite con cambi di destinazione. «Il turismo organizzato globale sta navigando in acque agitate – spiega il presidente di Assoviaggi Confesercenti, Amalio Guerra –. L’escalation del conflitto in Medio Oriente, ha innescato un terremoto nelle prenotazioni. Se da un lato l'Italia si conferma un “porto sicuro”, dall’altro il sistema economico regionale, e in particolare quello emiliano-romagnolo, inizia a mostrare le prime crepe dovute alla crisi geopolitica». Questi “venti” di crisi colpiscono anche in senso inverso: le città d’arte segnalano cancellazioni fino all'80% da parte di turisti provenienti dal Golfo e dal Sud-est asiatico, che percepiscono l’intero bacino del Mediterraneo come instabile.

L’Emilia-Romagna è, dopo la Toscana, la seconda regione per esposizione a questo scenario con rallentamenti nel giro d’affari anche nelle città d’arte e in riviera, con i costi dei carburanti che minacceranno il turismo di prossimità per chi di solito raggiunge queste località in auto o bus. Turismo e mare dunque, contesti molto cari alla provincia Ferrarese il cui comparto turistico dovrà cercare di tener duro almeno fino ai mesi estivi. 

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